Acqua e' vita

Acidosi

ACIDOSI – 1
(Base Fisiologica di quasi tutte le malattie)

E’ INDISPENSABILE per stare sempre BENE e’ l’assunzione quotidiana, per certi periodi,
di acqua Basica a pH min. di 7,35 > 11 (almeno 1,5 lt)
Le bevande troppo saline e/o le bevande industriali, non vanno bevute giornalmente e/o spesso, anche e per le loro forti acidita’, in quanto influiscono sull’alterazione dei giusti valori di pH dell’acqua del corpo.

MAI bere dopo un pasto acqua basica, in quanto essa disturbera’ le digestioni, ma berla dopo 3 ore.
Cancro = Combattere l’acidita’ per sconfiggerlo – Le ultime ricerche

ACIDOSI
vedi anche: Acidosi organiche + Acidosi nel Cancro + Acidosi + Acidosi e vecchiaia + Iperacidosi

Per acidosi in campo medico, si intende un aumento dell’acidità, ovverosia un incremento della concentrazione di ioni idrogeno di un qualsiasi … Si definisce acidosi quando il pH arterioso scende al di sotto del valore di 7.35
Essa e’ una condizione patologica dell’organismo in cui siano prodotte o introdotte in misura superiore alla norma sostanze acide, oppure siano sottratte sostanze alcaline, così che il pH del sangue, normalmente alcalino (pH 7,35), ed i liquidi del corpo (vedi: acqua del corpo) perdono  il giusto pH = 7,35 – 7,4 – vedi Bioelettronica) tendendo all’acidità piu’ meno intensa, anche a livello cellulare per l’alterazione della pompa protonica, ed il processo di acidosi inizia sempre ed in primis nel tubo digerente (intestino).
NON si deve MAI bere acqua a pH inferiore di 7.35

PROMEMORIA per TUTTI
Dovete assolutamente bere 1,5 lt di acqua basica al dì, utilizzate l’ acqua di base che e’ gia’ a pH  7,5, ed aggiungere 3 gocce in ogni bicchiere da bere un correttore di pH che si acquista in farmacia, in modo che il pH salga a 8,5
ELIMINATE l’acqua da bere al di sotto di pH 7,5 !

Ovviamente negli organismi viventi, vi sono varie tipologie di acidosi:

I vari tipi di acidosi prendono il nome dall’elemento che le ha originate:
– Acidosi diabetica, causata da un accumulo di chetoni
– Acidosi ipercapnica
– Acidosi lattica
– Acidosi metabolica
– Acidosi respiratoria
– Acidosi renale, causata dal malfunzionamento del rene, che non riesce a riassorbire gli ioni di carbonio, con la sua forma tipica, la tubulare, che può a sua volta suddividersi in prossimale e distale.

L’acidosi metabolica si verifica quando nel sangue aumenta la quantità di acidi, il che porta a una diminuzione del valore di pH, rispetto a giusti valori che sono di pH 7,35.
In condizioni fisiologiche, l’acidosi del sangue si verifica ad esempio, in occasione di un intenso sforzo muscolare, che porta all’accumulo di acido lattico nei muscoli; tale acido viene in parte trasformato mediante una reazione di ossidazione all’interno del tessuto muscolare, ma una parte passa nel sangue, causandone l’acidificazione.
Nel processo di acidificazione, si presenta sempre parallelamente una diminuzione dell’ossigeno circolante e di assimilazione nell’organismo.
Un’altra causa è rappresentata dall’ingestione di una quantità eccessiva di cibi acidificanti (zuccheri semplici, proteine animali, latticini, carni, grassi, farine raffinate o una combinazione di questi).
Altre cause possono essere anche l’assunzione dei determinati farmacima in particolar modo i vaccini.
Un pH acido può essere dato da: alimenti che creano fermentazioni e/o putrefazioni che determinano  acidosi digestiva nell’intestino specie quello tenuestress emozionale, carico tossico e/o immuno reazioni o altri processi che privano le cellule di ossigeno e altri nutrienti. – vedi: Stress ossidativo
Il corpo cerca di compensare il pH acido utilizzando i minerali alcalini (Bicarbonati) che ha a disposizione. Se la dieta non contiene sufficienti minerali alcalini utili alla compensazione, si verificherà una formazione di acido nelle cellule, nel citoplasma.
L’acidosi è uno stato pericoloso del nostro organismo: perche’ crea alterazione delle funzioni cellulari, intossicazione, stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, irritabilità-eccitazione del sistema nervoso, aumento delle tossine circolanti nelle cellule e depositate nei tessuti e quindi dei radicali liberi, indebolimento del sistema immunitariointossicazione del fegato e del sistema linfatico, ecc.
La cellula umana “sana” e lavora bene solo quando ha molto ossigeno molecolare e un pH leggermente alcalino. La cellula malata (stress ossidativo) o quella cancerogena ha un pH acido e manca di ossigeno. Le cellule cancerogene non possono sopravvivere in un ambiente ricco di ossigeno.
Piu’  alto sarà il valore pH, più alcalino e ricco di ossigeno sono i liquidi di cui e’ composto un organismo vivente. Il cancro e tutte le malattie odiano l’ossigeno e l’equilibrio del pH. Quest’ultimo è di fondamentale importanza per la salute.

Quindi come abbiamo visto, la principale causa di qualsiasi malattia degenerativa e’ l’acidosi metabolica, co-determinata dai Vaccinifarmacialimenti inadatti acque malsane, intossicazioni anche quelle dei metalli tossici (amalgami dentaliprotesiimpianti e Vaccini), che determinano il deficit enzimatico soprattutto quello del ciclo glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), che generano la successiva mutazione mitocondriale e quindi tutte le malattie tipiche mitocondriali e quelle del metabolismo, come ad esempio, la sindrome MELAS, il deficit di piruvato deidrogenasi ed il deficit di piruvato carbossilasi, ma anche, lo ricordiamo ancora una volta, qualsiasi altra “malattia“, ovvero sintomo degenerativo, fino all’autismo ed al cancro.

vedi: Enzimi – Sistemi di trasporto a elettrone – By Giusy Arcidiacono (CT) – arcidiaconogiusy@hotmail.com – Perito Commerciale – chimico
vedi anche: Acqua del corpo + Proprieta’ dell’acqua + INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI + ENZIMI (importante e’ leggere il lavoro del Perito Commerciale – chimico – Giusy Arcidiacono) + Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF

Calcio: Pochi sanno che il cavolo crudo contiene il doppio di calcio del latte intero. Il Calcio è un antiacido per eccellenza.

Se vuoi conoscere il tuo stato di Benessere e migliorarlo con queste speciali apparecchiature modernissime,  che neppure gli ospedali hanno, prenota via mail la consulenza QUI. Esso permette anche di analizzare qualsiasi prodotto esistente e la sua compatibilita’ o meno, con il soggetto analizzato….
vedi anche: Medicina Quantistica
Quindi se volete fare un Test di Bioelettronica (test di controllo del livello di Salute_benessere)
….
 scrivete QUI: info@mednat.news

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente:
“Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo. PREMESSA: a tutti coloro che leggeranno fino alla fine dico di meditare bene e ricordare.

Immaginate qualcuno, che per guarire da una forte emicrania decida di darsi una martellata in testa. Pensereste subito di essere difronte ad un folle, a un pericoloso autolesionista e, seduta stante, chiamereste un’ambulanza al fine di farlo internare in qualche centro di salute mentale. Lo stesso ragionamento, andrebbe applicato a tutta quella branca della medicina (per brevità definita “moderna”), che fuori da ogni logica e buon senso, persiste nella sua “immaginaria” lotta contro il cancro, attraverso pratiche infernali (chemio, radio e cobalto terapia), che per la loro natura possiedono l’intrinseca potenzialità di provocarli.
Sono oramai decenni che la medicina oncologica specula sulla buona fede, ignoranza e speranze della gente, con la falsa promessa di una ipotetica cura contro il cancro. E’, per similitudine, la stessa strategia che pratica la Chiesa cattolica che, in cambio di elemosine, opere di bene e oboli, promette la salvezza eterna fra le braccia del Divino Creatore. A tal proposito lessi una frase del Dr. Stefano Fais, dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale afferma: “è impressionante come la ricerca farmacologica negli ultimi 40 anni non abbia prodotto alcun farmaco in grado di curare la gran parte delle malattie.

In un articolo comparso su Financial Times nel 2008, intitolato “Drug Researchneeds Serendipity” (ANDATEVELO A LEGGERE), si dice appunto che uno dei più importanti motivi alla base di questo sconcertante fallimento, è il fatto, che a tutt’oggi non si conosce la causa della stragrande maggioranza delle malattie. Eppure Warburg più di 80 anni fa già diceva che la differenza fra una cellula tumorale ed una normale è che mentre la cellula normale necessita di ossigeno per il suo metabolismo, la cellula tumorale, che ci sia o non ci sia ossigeno, fermenta gli zuccheri, producendo acido lattico. Infatti, qui ti voglio. L’accumulo di acido lattico è l’evento che innesca un processo di acidificazione del microambiente tumorale, che porta la massa neoplastica ad isolarsi dal resto dell’organismo.
E’ ovvio che stiamo parlando dell’incubo ricorrente di milioni di persone al mondo, ed è quindi riduttivo liquidarlo solo con qualche parola sul pH. Non è questo il luogo per parlarne, ma vorrei che rimanesse chiaro a tutti che anche nella genesi dei tumori, la alterazione del pH costituisce un elemento chiave.
D’altronde è stato accertato che le cellule cancerose, prosperano ad un pH intorno a 5,5, e questo è assolutamente vero. E’ inoltre vero che in condizioni anche lievemente acide (pH=6,5) le cellule normali stanno molto male e spesso muoiono. Per questa ragione la lettura del libro di Robert O. Young “Il miracolo del pH alcalino”, mi ha estremamente incuriosito e stimolato. Il nostro organismo opera un controllo continuo del pH al livello di ogni singola cellula. Esistono delle pompe cellulari che lavorano continuamente per controllare il pH sia all’interno che all’esterno di ogni cellula. Ciò per consentire il mantenimento di gradienti di concentrazione degli H+ stabili tra l’ambiente extracellulare e quello intracellulare. Questi gradienti devono possibilmente variare pochissimo. Il pH del sangue è certamente alcalino in condizioni normali: 7,4. Un semplice studente, sapendo che la neutralità del pH è 7,0, direbbe “ma quale alcalino, cosa vuoi che sia 0,4 di differenza?”. Ciò è profondamente sbagliato, in quanto, il pH è una misura logaritmica in base 10 della concentrazione di H+ (per lo più in un mezzo acquoso). Quindi, 0,4 è in realtà 4,0 e quindi una enormità. Certo, il paradosso è che in un organismo normale esiste una serie di compartimenti francamente acidi o acidissimi.

Basti pensare che il pH dello stomaco, soprattutto durante la digestione, arriva a 1,0. Oppure il pH che si stabilisce fra l’osso e delle cellule particolarmente attive durante l’accrescimento, chiamate osteoclasti, è francamente acido (arrivando a livelli inferiori a 5,0). Oppure il pH presente in tutti i compartimenti proliferativi (per es. midollo osseo, mucosa intestinale, pelle), che è sempre debolmente acido (fra 6 e 6,5). A proposito di questo è interessante notare che i compartimenti acidi dell’organismo attirano la gran parte dei farmaci, che chimicamente sono per la quasi totalità delle basi deboli. E questa è la ragione per cui gli effetti collaterali dei farmaci si manifestano quasi sempre negli stessi organi, cioè negli organi che sono normalmente lievemente o francamente acidi”.
Le terapie chemioterapiche acidificano il corpo a tal punto, che ricorre alle riserve alcaline dell’organismo, per neutralizzare l’acidità, sacrificando basi minerali (calcio, magnesio e potassio) depositati nelle ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli.
Il sangue si ‘autoregola’ costantemente per non cadere in acidosi metabolica, garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare. Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati (per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbano il corpo.
Dobbiamo tener conto che con il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici.
La causa principale dell’insorgere del cancro, è stata ufficialmente scoperta decenni fa (1923) da uno scienziato premio Nobel per la medicina, nel 1931.
E da allora nulla è stato fatto in base a tale conseguimento, se non continuare a raccogliere in tutto il mondo soldi per la ricerca, attraverso associazioni come, ad esempio l’italiana, AIRC. Quando la causa primaria del cancro era già conosciuta.
Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare (SDEGNO, SCHIFO, VERGOGNA).

Nel 1931, lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria del cancro.
Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.
Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.Perché? Poiché, sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido (nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule).
L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno. La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.
Così ha affermato:
“La mancanza di ossigeno e l’acidità, sono due facce della stessa medaglia. Se una persona ha uno, ha anche l’altro”. Cioè, se una persona ha eccesso di acidità automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo. Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno”.
Pertanto, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.
Egli ha dichiarato: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”.
“Tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza di esso”. (Una regola senza eccezioni).
“I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.”
Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori”, Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno).
Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno.
Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno.
Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.
IN SINTESI:
Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

IMPORTANTE:
Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. In altre parole … tutto dipende unicamente da ciò che si mangia. Il risultato acidificante o alcalinizzante, viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro.
È importante sapere, come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino (poco di sopra al 7).
In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45. Se il pH del sangue di una persona è inferiore 7, va in coma.

GLI ALIMENTI CHE ACIDIFICANO IL CORPO:
* Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (È il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas). Il suo pH è di 2,1 (molto acido)
* Carne. (Tutti i tipi)
* Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)
* Il sale raffinato.
* Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)
* Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)
* Margarina.
* Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)
* Alcool.
* Tabacco. (Sigarette)
* Antibiotici e medicina in generale.
* Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)
* Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.

GLI ALIMENTI ALCALINIZZANTI:
* Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio). Le verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no.
* I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti anche se ha un sapore acidulo)
* I frutti producono abbastanza ossigeno.
* Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini.
* I cereali integrali: l’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno. Tutti i cereali devono essere consumati cotti.
*Il miele è altamente alcalinizzante.
* La clorofilla: le piante sono fortemente alcaline. (In particolare aloe vera, noto anche come aloe)
* L’acqua è importante per la produzione di ossigeno. “La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj.
* L’esercizio ossigena tutto il corpo. “Uno stile di vita sedentario usura il corpo.”

L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti.
Non abusare del sale o evitarlo il più possibile.
Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi.
Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il più possibile.”

Come in precedenza accennato, è del tutto impossibile, per il cancro, comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido.
In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro.
Mencken ha scritto: “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”. “Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”.
L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare, allora le malattie si manifestano.
Niente di tutto questo è descritto o raccontato perché, per tutte le indicazioni, l’industria del cancro (leggi: industria farmaceutica) e la chemioterapia, sono alcune delle attività più remunerative che esistano. Si parla di un giro multi-miliardario e i proprietari di queste industrie non vogliono che questo sia pubblicato.
Tutto indica che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono un’unica entità e che ci sia una cospirazione in cui si aiuta l’altro al profitto.
Più le persone sono malate, più sale il profitto dell’industria farmaceutica. (Ancora PIÙ NAUSEATA). E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura, tanto quanto ne produce l’industria alimentare. Ma mi domando: una volta sterminati tutti cosa vi rimane da fare?
Quanti di noi hanno sentito la notizia di qualcuno che ha il cancro e qualcuno dire: Poteva capitare a chiunque …” No, non poteva!
Siamo le cavie di un Sistema che sa fare tutto, tranne ciò che serve veramente all’uomo: un Sistema cancerogeno che, da mezzo secolo, rastrella soldi ai cittadini in nome della ricerca, senza mai avere trovato uno solo dei rimedi, in grado di sconfiggere una sola di tutte le vergognose patologie che caratterizzano quest’epoca necrofila.

Solo quando la moderna conoscenza scientifica, mi dimostrerà di sapere produrre una sola cosa di tutto quell’infernale Luna Park tecnologico dell’orrore, che non danneggi l’ambiente, la qualità della vita, e sia priva di ogni controindicazione ed effetto collaterale, allora, e solo allora, ci sarà consentito parlare di progresso e di civiltà, nel loro più corretto significato etimologico. Be’, se è vero che siamo stati sulla luna non si arriva a curare un raffreddore? Il Dio denaro, una gran montagna di merda.
Dovete sapere che questi signori (cause farmaceutiche) quando si ammalano nemmeno si sottopongono a chemio. Lessi tempo fa un articolo riguardante questa notizia.
Noto, persino, come siano bravi a IMBAMBOLARE e persuadere TANTI DI VOI che ripongono totale fiducia, COMPRESO MIO PADRE, Il quale MI RIPETE SPESSO CHE SONO OSSESSIONATA E RICORDO, ancora, COME MIA MADRE CREDESSE NELLE VOSTRE CURE TERAPEUTICHE. Io sempre scettica. È stata una cavia.
Interessante il ripetersi di alcuni eventi: signora, per lei non c’è più niente da fare, può andare a morire dove vuole ma qui non serve più. È una realtà spaventosa. Numeri e marionette. Ma io dico: Dopo esservi presi mia madre, i nostri padri, le nostre zie riuscite ancora a dormire sogni sereni? Speriamo esista veramente quel Dio non denaro. Meglio povera ma col cuore pulito. Pertanto, oggi ci sono strumenti in grado di studiare l’esatta condizione dell’organismo in un determinato momento e quindi di stabilire se si sta andando verso il tumore o meno.
Questo consente di fare opportuni aggiustamenti nell’alimentazione e nello stile di vita per ottenere la regressione, sempre che lo stato emotivo/mentale della persona lo permetta !
Inoltre esistono strumenti, purtroppo ancora poco conosciuti, che sono in grado mi ripristinare l’equilibrio cellulare, potenziando l’apporto di vitalità derivante da una corretta alimentazione.
Questa è la terapia fotonica, dove frequenze specifiche per singole patologie sono in grado di ripristinare l’equilibrio elettrico della cellula e riportare la salute.
Ippocrate disse: “Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo”. APRITE GLI OCCHI E SOPRATTUTTO INFORMATEVI.
Ci sono medici onesti e con un’ anima. Difficile trovarli ? Non impossibile.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

POCHISSIMI ricercatori, ed ancora meno i medici, CONOSCONO questi processi di Fisica nella fisiologia del Vivente:
Un tessuto corporeo e quindi le cellule in essi contenuti, quando si trovano in acidosi metabolica, producono anche periossidi (ossidanti).
Il mercurio ed anche il thiomersal, alluminio, ed altri metalli tossici, che possono  essere presenti nei liquidi del corpo (salini) e cioe’ nella matrice (il Terreno) di tessuti e cellule (perche introdotto da Vaccini, amalgami dentali, protesi, farmaci, cosmetici, cibi od acque contaminate).
Questi inquinanti tossico-nocivi, sono debolmente solubili in queste soluzioni (i liquidi nei quali sono immersi i tessuti e le cellule sono soluzioni salate), ma producono nei  fatti “reazioni atomiche a bassa energia”,  per la loro differenza di potenziale elettrico rispetto al terreno circostante e quindi in questo stato, si possono produrre anche e non solo nuove sostanze tossico-nocive che generano sintomi “malattie” importanti;  per questo alcune persone si ammalano gravemente a seconda del tipo di sistema immunitario che si ritrovano e dall’intensita’ dell’intossicazione ricevuta.
Questo perche’ anche quando una cellula e’ sotto stress ossidativo, cioe’ e’ ammalata con metabolismo alterato, in stato di premorte, perche’ in acidosi metabolica, essa puo’ comunque emettere o rubare elettroni (per mezzo dei propri mitocondri e del sistema ATP) da qualsiasi atomo di qualsiasi sostanza presente nel citoplasma e/o nei mitocondri, proprio per l’accentuata acidosi instauratasi.
Gli acidi e’ noto, sono indispensabili per instaurare le mutazioni-trasformazioni atomica a debole energia, e sono completate nel loro complesso in genere da enzimi, creando nuovi ed altri elementi (prodotti), in genere tossici, che poi entrano nel circuito idrosanguigno e linfatico intasandolo, e debilitando il sistema immunitario, generando non pochi problemi di salute, specie nei bambini che hanno un Sistema immunitario ancora in fare di formazione e di informatizzazione.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Come mai moriamo visto che le nostre cellule sono immortali ?
By Edoardo Capuano – Posted on 24 giugno 2014
“Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una Progressiva Acidificazione dell’Organismo”.
Il Dr. George W. Crile, uno dei più famosi chirurghi al mondo
In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. È stato dimostrato realmente in laboratorio da un famoso premio Nobel.
Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel, al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 30 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni.
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito fintanto che viene fornito il nutrimento e viene ripulita dalle sue escrezioni.
Qui trovate la pubblicazione ufficiale di tale studio.
Difatti le cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro evacuazioni venivano rimosse. Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte.
Carrel mantenne in vita cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la media durata di vita di quelle cellule.
La chiave per mantenere in perfetta salute una cellula è quella di liberarla dai residui dentro e intorno ad essa.
Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressoché identica: nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo e dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.
Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia.
Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.
Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando dei rifiuti ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti.
Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita, consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi.
Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine!! Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli e nessuno ce lo dice.
Il nostro organismo è la macchina più perfetta e meravigliosa che possa esistere. Per questo ha la bellissima capacità di autoguarigione e disintossicazione che la società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci.
Un raffreddore o una tosse che indicano l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo spaventano le mamme… e si inizia fin da piccoli (inconsapevoli e innocenti) con i farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il nostro corpo affinché completi l’eliminazione di scorie e smettere di imbottirlo di cibo e farmaci proprio quando è in fase di eliminazione.
I consigli dei nostri avi vengono messi da parte… un aereosol di acqua e sale, una siringa di fisiologica nelle cavità nasali, fumenti, non vengono più considerati (NdR: meglio qualche goccia della propria urina).
Molti, presi dalla paura e dalla mancanza di pazienza preferiscono agire immediatamente con antibiotici, sciroppi e farmaci di ogni tipo, seguendo i consigli più “sinceri” delle Aziende Farmaceutiche. Dopotutto come contraddirle?… stanno facendo il loro lavoro: non a caso si chiamano Aziende!
È solo l’inconsapevolezza di certe famiglie che permette a “certi” Fast Food di continuare a far soldi anche dopo aver pubblicato lo spot che vedete a fianco. In un mondo sano certe propagande sarebbero valse il fallimento di quell’industria, ma probabilmente qui le cose vanno diversamente.
Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che ultimamente iniziano a perder colpi grazie alla presa di coscienza in atto e al rapido passaparola della rete.

Fortunatamente qualcuno sta aprendo gli occhi.
Sarà per i tempi che stiamo vivendo, ma la massa critica si sta svegliando e in molti iniziano a comprendere che (quando è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel suo lavoro con metodi naturali.
Ecco perchè ottimi risultati nascono da un’alimentazione equilibrata, una sana attività fisica e da un atteggiamento mentale positivo.
By Andrea Conti – Tratto da: eciplanet.com

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Semeiotica Biofisica Clinica (diagnostica precoce)
Ecco una evidenza clinica: un soggetto, apparentemente sano, da pochi minuti, per esempio, si e’ ammalato di influenza !
Il primo segno semeiotico-biofisico-quantistico di ammalamento influenzale è – per es. evidenziabile a livello di polpastrello digitale – una sofferenza istangica acidosicia (Rifl. polpastrello digitale-gastrico aspecifico con valori parametrici  patologici: Tempo di latenza, intensità, Durata del rilfesso).
Come dimostra il caratteristico Diagramma dell’Unità Microvascolotessutale del Polpatrello digitale, l’acidosi locale porta all’alterazione del rapporto free water/ bound water interstiziali con ampliamento dell’interstizio.
Ne consegue la compromissione della dinamica microvascolare, inclusi i nutritional capillaries (la cui dinamica, VASOMOTION, è passiva e secondaria a quella, VASOMOTILITY, propria delle piccole arterie ed ateriole, sec. Hammersen, che io ho dimostrato clinicamente e facilmente: Krogh errava ad attribuire una dinamica ATTIVA ai capillari privi di smooth muscle cell e di strutture contrattili ! Ne consegue, l’aggravamento della sofferenza tessutale di tipo acidosico !
Ho descritto brevemente dei fatti,  che vedo da decenni più volte al giorno.
L’acronimo ICAEM = sta per: Istangioptia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica, una patologia mitocondriale prevalentemente funzionale, che si instaura nei processi di acidosi, anche quella ereditata per via materna, e’ il fondamento di tutte le Costituzioni SBQ. (= scompare con la Blue Therapy), vedi: Semeiotica Biofisica 
By dott. Sergio Stagnaro (medico)

“Incapace di elaborare ed eliminare gli scarti acidi, spesso il corpo li immagazzina nel cuore, nel fegato, nel colon, nel pancreas e in altri organi e tessuti. Man mano che si accumulano sostanze acide, il sangue e l’intero organismo assumono un eccesso di acidità e il delicato equilibrio di pH dei fluidi, dei tessuti e delle cellule risulta turbato, provocando cardiopatie, tumori, ipertensione, obesità, artrite, diabete e molti altri problemi “. (By Larry Clapp)

Quando l’acidosi intestinale diviene intensa e perdura nel tempo, inizia la fase successiva, la diffusione dell’acidosi, piu’ o meno intensa in determinate parti dell’organismo, fino ad arrivare a impregnare il corpo nella sua totalita’ e siccome l’organismo cerca di mantenere, malgrado la nuova situazione, la migliore osmosi cellulare e tissutalesottrae a tessuti ed ossa i vari minerali basici (calcio, magnesio, bicarbonati, ecc.) che possono aiutare al mantenimento dell’osmosi nella situazione di acidosi, ma cio’ rende anche e per es. le ossa senza calcio = nascita della osteoporosi, ecc, ed i tessuti dei muscoli, ipotonici anche per la mancanza di quei indispensabili minerali, magnesiocalciobicarbonati, ecc., .
Ciò altera tutti i processi metabolici delle cellule, in quanto è necessario, per il loro corretto funzionamento, il mantenimento di un perfetto e giusto rapporto tra produzione ed escrezione di sostanze acide ed alcaline – equilibrio acido-base; i maggiori organi deputati ad aiutare tale compito sono il rene ed il polmone ma anche fegato e pancreas.
In pratica, tutti i dolori, i vari sintomi (le “malattie“, come le chiamano impropriamente i medici della medicina allopatica) e la morte cellulare (apoptosi) sono dovuti ad un eccesso di acidità dei liquidi extracellulari (il Terreno, la matrice) e quindi anche nel sangue, dovuta all’assunzione di una quantità troppo elevata di acque acidecibi sbagliati ed inquinati, proteine, specialmente quelle dei prodotti animali (latte, formaggi, carne, pesce, e/o troppi cereali).
Si parla di acidosi respiratoria quando si ha aumento di acido carbonico nel sangue, come conseguenza di una diminuita eliminazione di anidride carbonica attraverso i polmoni in seguito a ridotta ventilazione.
Si ha l’acidosi metabolica quando si verifica un aumento di produzione di acidi da parte dell’organismo (per esempio, nel coma Chetoacidosico del diabete, nel digiuno prolungato, nella febbre, nell’insufficienza renale cronica).
Chetoacidosi o chetoacidiosi è l’abbassamento del pH nel sangue a seguito dell’aumento di concentrazione di acido acetoaceticoacetone, e acido beta-idrossi-butirrico (corpi chetonici), prodotti dalla biosintesi epatica di glucosio a partire da acidi grassi.
Acidosi Lattica: condizione patologica grave che conduce a coma lattacidemico

Acidosi cellulare:
Quando il buon funzionamento della pompa protonica cellulare e’ alterato, si instaura un’acidosi cellulare (poco nota) che poi si trasforma in stress ossidativo e successivamente in apoptosi della cellula stessa.
Il cancro si cristallizza, e si forma quando il potenziale protonico cellulare si altera (per i liquidi corporei il Terreno, in acidosi) e proprio con cellule di parti di tessuti in certi organi (bersaglio dell’archetipo conflittuale) in tale stato (acidosi), ma solo se alla base vi e’ qualche Conflitto Spirituale IRRISOLTO; ecco come nasce il cancro generato dal corpo di dolore.
Tutte le cellule hanno una caratteristica identica:
– il citoplasma ha una reazione alcalina (negativa)
– il nucleo ne ha una acida (positiva), ciò crea una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed il nucleo.
Questa differenza di potenziale elettrico di membrana, determina la vitalità delle cellule.
Se questo potenziale elettrico si riduce sotto un certo livello la cellula si ammala ed eventualmente può anche morire. Quando il sangue porta con sé molte sostanze acide, per esempio le tossine, le stesse possono penetrare all’interno delle cellule e neutralizzare l’alcalinità del citoplasma. Se la concentrazione delle tossine nella circolazione del sangue è più alta di quella nelle cellule, le tossine continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule ed, eventualmente, possono precipitare creando dei cristalli, i quali possono essere utilizzati per visionare il cancro nel sangue, ancora prima che esso si formi nei tessuti di qualche organo.
Con la Produzione di Acido Urico, si prepara il Terreno per infiniti sintomi di malattia (anche gravi = cancro e non solo…)
L’acido urico e’ originato dai vari alimenti introdotti nell’organismo e viene prodotto dagli scarti del metabolismo degli amminoacidi e dalle prurine.
Qui si indica il quantitativo di acido urico che può formarsi da alcune sostanze alimentari, introdotte nell’organismo (il quantitativo indicato riguarda 100 grammi di sostanza ingerita: come si vede l’estratto di carne è quello che dà il maggiore prodotto di acido urico: esso oscilla da grammi 2 a 5). (By Richardiere, Sicard, Schmid, Noorden, Salomon, 1927).

Tabella indicante i valori in grammi della produzione come scarto del metabolismo di questi prodotti alimentari:

Bue (fegato) . . .             gr 0,3303
Pane completo . . .         gr 0,0400
Bue (filetto) . . . .            gr 0,1566
Farina d’avena . . .          gr 0,0636
Bue (bistecca) . . .          gr 0,2478
Riso . . . .                       gr 0
Maiale (filetto) . . .           gr 0,1458
Farina di piselli . . .          gr 0,0468
Vitello (timo o laccetto) . .gr 0,0681
Fagioli . . . .                    gr 0,0765
Prosciutto . . . .               gr 0,1386
Lenticchie . . . .               gr 0,0750
Pollo . . . .                      gr 0,1054
Tapioca . . . .                  gr 0
Tacchino . . . .                gr 0,1512
Lattuga . . . .                   gr 0
Coniglio . . . .                  gr 0,1140
Cavolfiore . . .                    gr 0
Montone . . . .                   gr 0,1158
Asparagi . . . .                   gr 0,0258
Salmone . . . .                   gr 0,1398
Cioccolato . . . .                gr 1,4300
Estratto di carne . . . .        gr 2 a 5
The . . . .                          gr 1,2400
Patate . . . .                      gr 0,0064
Birra . . . .                         gr 0,0150
Caffè abbrustolito               gr 0,1100
Brodo (carne circa gr. 100) gr 0,0450
Vini . . . .                          gr tracce
Latte (latticini) . . . .           gr tracce
Caviale . . . .                     gr tracce
Ostriche . . . .                   gr 0,0865
Uova . . . .                        gr tracce
Pesci di acqua dolce . . .  gr 0,0100
Pane bianco . . . .             gr 0

vedi: Acidosi nel Cancro + Iperacidosi + Danni dei Vaccini = acidosi e microcircolazione + PDF IMPORTANTE anche per i medici, su Acidosi e malattia + Acidosi (tesina)

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

E’ stato riscontrato che l’acidosi promuove (anche) l’autofagia:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22719070  (2012 Jun)
Chronic autophagy is a cellular adaptation to tumor acidic pH microenvironments.
Wojtkowiak J, Rothberg JM, Kumar V, Schramm KJ, Haller E,  Proemsey JB, Lloyd MC, Sloane BF, Gillies RJ.

Tumor cell survival relies upon adaptation to the acidic conditions of the tumor microenvironment.
To investigate potential acidosis survival mechanisms, we examined the effect of low pH (6.7) on human breast carcinoma cells. Acute low pH exposure reduced proliferation rate, induced a G1 cell cycle arrest, and increased cytoplasmi  vacuolization. Gene expression analysis revealed elevated levels of ATG5 and BNIP3 in acid-conditioned cells, suggesting cells exposed to low pH may utilize autophagy as a survival mechanism. In support of this hypothesis, we found that acute low pH stimulated autophagy as defined by an increase in LC3-positive punctate vesicles, double  membrane vacuoles, and decreased phosphorylation of AKT and ribosomal protein S6. Notably, cells exposed to low pH for ~3 months restored their proliferative capacity while maintaining the cytoplasmic vacuolated phenotype. Although autophagy is typically transient, elevated autophagy markers were maintained chronically in low pH conditioned cells as visualized by increased protein expression of LC3-II and double membrane vacuoles.
Furthermore, these cells exhibited elevated sensitivity to PI3K-class III inhibition by 3-methyladenine. In mouse tumors, LC3 expression was reduced by systemic treatment with sodium bicarbonate, which raises intratumoral  pH. Taken together, these results argue that acidic conditions in the tumor microenvironment promote autophagy, and that chronic autophagy occurs as a survival adaptation in this setting.

L’autofagia è un processo cellulare che consente alle cellule di riciclare il proprio contenuto e di rimuovere in modo selettivo mitocondri e altri organelli danneggiati, ma non è chiaro se essa contribuisca alla morte delle cellule tumorali o piuttosto non consenta a esse di sopravvivere anche alle terapie anticancro.
In uno studio in cui è stato utilizzato un modello murino del linfoma a cellule B, alcuni ricercatori del Dipartimento di medicina dell’Università della Pennsylvania hanno ora dimostrato che l’autofagia rappresenta in realtà proprio un meccanismo attraverso cui le cellule tumorali cercano di superare la sfida rappresentata dalle terapie che stimolano l’apoptosi, o morte cellulare programmata.
In un articolo on line, pubblicato in anteprima rispetto alla sua uscita sul numero di febbraio della rivista Journal of Clinical Investigation, Craig Thompson e colleghi spiegano come in un tumore in cui era stata indotta l’apoptosi attraverso l’attivazione del gene p53, l’autofagia ha interessato unicamente quelle cellule tumorali che non sono andate incontro ad apoptosi.
Quando l’organismo del topo non era in grado di iniziare l’autofagia, veniva rilevato un maggior numero di cellule tumorali che andava incontro ad apoptosi. Inoltre, se l’animale veniva trattato con farmaci antitumorali come la ciclofosfamide, aumentava l’apoptosi cellulare e la eventuale durata di remissione del tumore si allungava. Lo studio ha implicazioni cliniche e indica che l’affiancamento di inibitori dell’autofagia alle terapie standard potrebbe aumentare l’efficacia dell’induzione dell’apoptosi che queste determinano.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L’Equilibrio ACIDO-BASICO e INDISPENSABILE per una FUNZIONE ottimale di celluletessuti, organi e corpo :
Tutte le reazioni all’interno del nostro organismo, che definiscono le condizioni essenziali di un ambiente in cui la “vita” sia possibile, si svolgono nell’ambito di determinati valori, tra questi il più importante è il rapporto acido/basico. Per una buona salute questo rapporto dovrebbe sempre rimanere costante, si possono però creare delle condizioni troppo acide (situazione assai frequente) o troppo basiche (condizione abbastanza rara).
Affinché l’equilibrio vitale delle cellule si possa mantenere, il loro nucleo deve presentare una reazione acida ed il citoplasma basica o alcalina. Questa differenza è fondamentale, in quanto permette lo scambio di nutrimenti e informazioni tra nucleo e citoplasma. Solo in presenza di una differenza può avvenire uno scambio, la batteria fornisce corrente proprio perché i suoi poli hanno un potenziale elettrico differente.
Se l’ambiente in cui vivono le cellule diventa molto acido questa acidità penetrerà all’interno delle cellule alterando il pH del nucleo e creando i presupposti per quei fenomeni incurabili che vengono comunemente chiamati “malattie da degenerazione cellulare”.
Se il Sangue sviluppa una condizione piu’ acida, questi prodotti di scarto in eccesso, gli Acidi devono essere depositati da qualche parte nel Corpo. Tutti gli ingredienti dannosi accumulati nell’organismo, continuano ad alterare questo processo anche dopo anni.
Se l’acidità in queste aree aumenta costantemente, le cellule iniziano a morire.
Altre cellule malate possono sopravvivere diventando anormali; e quindi possono divenire maligne, esse non possono rispondere bene agli ordini del cervello.
Esse subiscono una acidificazione, blocco dell’osmosi cellulare (respirazione cellulare, divisione cellulare fuori controllo ed e’ l’inizio del Cancro fiosiologico.
La medicina ufficiale, “cura” queste cellule maligne come fossero batteri e virus, le  bombarda usando la chemioterapia, la Radiazione e la chirurgia, per tentare di “curare” il Cancro. Tuttavia, nessuno di questi trattamenti sara’  granche’  d’aiuto se l’ambiente del Corpo continua a restare acido.

Tratto in parte dal libro del dott. Keiichi Morishita: La verità nascosta del Cancro
http://www.detoxifynow.com/real_cause_of_cancer.htm

Un AMBIENTE (matrice = cellule e tessuti = Terreno) ben OSSIGENATO nel CORPO e’ la CHIAVE della SALUTE GENERALE :
Tutte le Cellule normali hanno assoluto bisogno di Ossigeno, ma le cellule cancerose possono vivere senza ossigeno – UNA Regola che non ha eccezioni e’, che la cellula privata per 48 ore del 35% del suo fabbisogno di ossigeno, essa potra’ diventare cancerosa ”
By Dott. Otto Warburg

Conclusione:
Un’organismo con un Terreno in ACIDOSI e non ossigenato, e’ un corpo malato !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

ACIDOSI   – Con il Metabolismo degli acidi grassi alterato, possono insorgere problemi neurologici e altre “malattie” – 13 Gen. 2014
CARI MEDICI AVETE SEMPRE GUARDATO da un’ALTRA PARTE, un VOSTRO COLLEGA vi INVITA a SPOSTARE lo SGUARDO dalla PARTE GIUSTA !
VIVERE ALCALINI SIGNIFICA VIVERE SANI
By dott. Andrea Grieco, specializzato in NEUROLOGIA, Nefrologia, Psicoterapia, Omeopatia, con TRENTENNALE ESPERIENZA in MEDICINA ACCADEMICA – LEGGETE TUTTO ATTENTAMENTE e CAPIRETE TANTISSIMO

Gentile Valdo Vaccaro, sono un medico di trentennale esperienza sia nella impropriamente detta Medicina Accademica ( dove mi sono specializzato in Neurologia, Nefrologia e Psicoterapia) che nella Medicina Complementare (Omeopatia, Omotossicologia, Agopuntura, Osteopatia, Iridologia, Ipnosi).
Ho scritto un libro di divulgazione scientifica, dedicandolo ai miei Colleghi, ma anche ai non-addetti ai lavori. Il titolo è VIVERE ALCALINI, VIVERE FELICI. In esso spiego (e lo faccio in un modo che non si trova in alcun libro sull’argomento, né italiano né straniero, con grande rigore scientifico) come veramente l’acidosi della matrice extracellulare generi i danni di cui si era già accorto Warburg, premio Nobel nel 1931.
https://www.facebook.com/notes/achille-daga/vivere-alcalini-significa-vivere-sani-andrea-grieco-specializzato-in-neurologia-/479883865453876
L’acidosi:
Corrode le arterie, le vene e i tessuti del cuore, come l’acido corrode il marmo, l’acidosi intacca e minaccia le membrane cellulari di cuore, arterie e vene, indebolendo le strutture cardiovascolari e i tessuti inter-connettivi. Accelera il danno dei radicali liberi e l’invecchiamento precoce L’acidosi causa la scomposizione parziale dei lipidi e una cascata ossidante distruttiva.
Questo accelera il danno, da parte dei radicali liberi, alle pareti cellulari e alle strutture della membrana intracellulare, che si sgretolano uccidendo le cellule, in questo processo.
L’acidosi è quindi considerato il primo passo verso l’invecchiamento precoce, accelerando le cascate ossidanti della distruzione della parete cellulare, producendo rughe, macchie dell’età, disfunzione dei sistemi ormonali, interferendo con la vista, la memoria e altri fenomeni correlati all’età.

Causa aumento di peso, diabete e obesità.
Un pH acido ha influenza notevole nei problemi relativi al peso peso, inclusi diabete e obesità. Sembra che un pH costantemente acido possa causare direttamente un immediato aumento di peso. Ecco cosa succede quando un sistema è troppo acido. Ne risulta uno stato conosciuto come sensibilità all’insulina o Sindrome X, che spinge a produrre troppa insulina, così che il corpo ne viene inondato e non perde calorie, male converte in grasso.
Si pensa che un pH acido segnali immediatamente la potente risposta di una fame impellente, interagendo direttamente con l’asse insulina-glucagone, estremamente importante e molto sensibile. Questo fa produrre al corpo più insulina del normale e a sua volta, fa produrre e immagazzinare più grasso. In generale, più insulina è disponibile nel corpo, maggiore sarà la probabilità di produrre e conservare il grasso piuttosto che usarlo e bruciarlo come energia.
Un pH acido allerta quindi la risposta genetica della fame, aumentando la produzione di insulina e immagazzinando più grasso del normale. Al contrario, un pH corretto, leggermente alcalino, aziona una normale attività metabolica dei grassi, non richiede al corpo di sovraprodurre insulina e permette di bruciare e perdere naturalmente i grassi.
Con un pH corretto è difficile avere l’effetto yo-yo, o riprendere peso dopo una dieta. Fintantoché le riserve nutritive vengono mantenute, un pH corretto e leggermente alcalino permette al grasso di trasformarsi in energia, piuttosto che essere accumulato.
Con la maggiore richiesta di produzione di insulina, le cellule beta perdono il collegamento tra loro, la comunicazione cellulare è difficoltosa e il sistema immunitario inizia a reagire eccessivamente. Lo stress nelle cellule aumenta, rendendo difficile il loro corretto funzionamento e, successivamente, la loro sopravvivenza. In senso stretto, semplicemente si esauriscono !
L’acidosi è quindi considerata un precursore importante, ma spesso sottovalutato, (NdR: anche) del diabete mellito.
E’ interessante sapere che, prima dell’avvento dell’insulina sintetica, il diabete veniva storicamente trattato tamponando il sistema con polveri basiche o alcaline.

Causa la formazione delle placche di colesterolo
Il colesterolo LDL si deposita, a un ritmo accelerato, all’interno di un ambiente chimico acido del sistema cardiovascolare, ricoprendo la rete vascolare e ostacolando la circolazione! La quantità di colesterolo nella dieta non è considerata un fattore importante per la formazione della placca di colesterolo. Piuttosto, lo stato del pH sembra essere il fattore maggiormente coinvolto, poiché l’acidosi permette al colesterolo di legarsi ai metalli pesanti e ad altre scorie cellulari.
Agisce sulla pressione sanguigna
Con l’acidosi (pH Tuttavia, il forte abbassamento del pH del sangue causa anche una persistente vasocostrizione venosa (una patologia che riguarda del calibro dei vasi sanguigni). Quando questo accade, il sangue periferico viene spostato più centralmente: più è acido il paziente, maggiore sarà la ridistribuzione del sangue nei vasi centrali. Questa ridistribuzione del sangue va ad aggiungersi al carico di lavoro del cuore e ne compromette la contrattilità.

Modifica il metabolismo dei lipidi e degli acidi grassi
L’acidosi modifica il metabolismo generale dei lipidi e degli acidi grassi, all’interno del corpo. Gli acidi grassi sono intimamente coinvolti nella funzione nervosa e cerebrale. Quando il metabolismo degli acidi grassi è alterato, possono insorgere problemi neurologici come la sclerosi multipla, la degenerazione maculare e altre malattie, come pure problemi di bilancio ormonale nel sistema endocrino.

Inibisce il metabolismo delle riserve energetiche immagazzinate
Un pH acido inibisce un efficiente metabolismo cellulare e corporeo. L’acidosi causa disturbi “chimici”, interferendo con le comunicazioni e le funzioni cellulari,riduce il legame delle proteine del plasma con il calcio, diminuendo l’efficacia di questo segnale intracellulare. L’acidosi porta, inoltre, a una disfunzione dello scambio di ioni calcio, provocando una riduzione della contrattilità cardiaca o della capacità del cuore di pompare ritmicamente e in modo efficace.

Inibisce la rigenerazione cellulare e la sintesi DNA-RNA Per la sintesi del DNA-RNA e una sana proliferazione cellulare, il pH della cellula non deve essere acido. Le cellule cancerogene crescono bene in ambienti acidi, quindi un pH acido accelera e aumenta la possibilità di degenerazioni cellulari (cancro).

Impedisce all’ossigeno di arrivare ai tessuti L’acidosi, o un pH acido, riduce la quantità di ossigeno che può essere portato alle cellule, facendo ammalare le cellule sane, fino a farle morire.

Inibisce l’attività vitale degli elettroliti
Le funzioni vitali essenziali, vengono disattivate dall’acidosi. Questo ha degli effetti a distanza a livello cardiovascolare, in quanto senza una sufficiente gestione degli elettroliti è probabile che si verifichi un infarto cardiaco. Senza un’adeguata gestione degli elettroliti, il cuore smette letteralmente di battere. L’inibizione dell’attività elettrolitica incide anche sul modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo ed è strettamente legata ai livelli di energia che proviamo.
– Un pH acido è una delle cause delle malattie degenerative
– Malattie cardiovascolari: aterosclerosi, infarto, colpo apoplettico, colesterolo alto, ipertensione
– Tutte le forme di cancro
– Diabete, sensibilità all’insulina, obesità
– Malattie neurologiche, MS, MD, ALS e Morbo di Parkinson
– Malattie epatiche e renali
– Senilità, Demenza, Alzheimer
– Immunodeficienze
– Osteoporosi, osteoartriti e perdita dei denti
– Squilibri ormonali
– Invecchiamento precoce, problemi di prostata negli uomini

Secondo le ricerche del Dr. Enderlein, la totale guarigione dalle malattie croniche avviene solo, quando e se, il sangue viene riportato ad un pH normale, leggermente alcalino.

pH: Cosa significa ?
pH è l’abbreviazione di potenziale di idrogeno. Il pH di una soluzione è la misura della sua concentrazione di ioni idrogeno. Quanto più alto è il pH, tanto più alcalino e ricco di ossigeno sarà il liquido. Più basso è il valore pH, più acido e povero di ossigeno sarà il liquido. Il range del pH va da 0 a 14, dove 7.0 è il valore neutro. Ciò che supera 7.0 è alcalino, ciò che è inferiore a 7.0 è considerato acido.
Il pH del sangue umano si trova in un range, tra 7.35 e 7.45. Se risulta superiore o inferiore a questi valori insorgono sintomi e malattie. Se il pH del sangue scende al di sotto di 6.8 o sale al di sopra di 7.8, le cellule smettono di funzionare e il paziente muore. Il valore ideale del pH del sangue è 7.4.

Se avete un problema di salute, probabilmente siete acidi.
Le ricerche mostrano come il corpo, se il pH non è leggermente alcalino, non riesce a curarsi da solo. Quindi, a prescindere dal tipo di modalità che si sceglie per curare il proprio problema, questo non funzionerà fino a che il pH non aumenti. Se il pH del corpo non è bilanciato non si riescono ad assimilare in modo efficace le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari. Il pH incide su ogni aspetto della salute.
Come la maggior parte degli esseri viventi sulla terra, il corpo deve avere un pH bilanciato altrimenti non funziona correttamente. Il livello alcalino è molto importante in quanto la ricerca ha già dimostrato che la malattia non può sopravvivere in uno stato alcalino mentre prospera in un ambiente acido.
Uno squilibrio acido diminuisce la capacità del corpo di assorbire minerali e altri nutrienti, riduce la produzione di energia nelle cellule, riduce la sua capacità di riparare le cellule danneggiate, di disintossicarsi dai metalli pesanti, fa prosperare le cellule tumorali e lo rende più suscettibile all’affaticamento e alle malattie.
Un pH acido può essere dato da: dieta acida, stress emozionale, carico tossico e/o immuno-reazioni o altri processi che privano le cellule di ossigeno e altri nutrienti. Il corpo cerca di compensare il pH acido usando i minerali alcalini. Se la dieta non contiene sufficienti minerali alcalini utili alla compensazione, si verificherà una formazione di acido nelle cellule.

Due fattori sono SEMPRE presenti nel cancro:
pH acido e mancanza di ossigeno. E’ possibile manipolare questi due fattori che sono la condizione affinché si sviluppi il cancro.
È possibile quindi invertire la malattia ? Se sì, dobbiamo sapere come manipolare questi due fattori.
Il cancro necessita di un ambiente acido e con poco ossigeno per sopravvivere e crescere. I pazienti con cancro in fase terminale sono circa 1000 volte più acidi rispetto ai soggetti sani. La gran parte dei pazienti colpiti da cancro presenta un pH fisiologico molto basso. Perché ?
In assenza di ossigeno, il glucosio viene sottoposto a fermentazione in acido lattico. Questo fa sì che il pH della cellula scenda da 7.3 – 7.2 a 7 e successivamente a 6.5 negli stadi più avanzati della malattia; in caso di metastasi, il pH scende a 6.0 e persino a 5.7 o meno. Il nostro corpo semplicemente non riesce a combattere la malattia se il pH non è correttamente bilanciato.
La cellula umana “sana” ha molto ossigeno molecolare e un pH leggermente alcalino. La cellula cancerogena ha un pH acido e manca di ossigeno. Le cellule cancerogene non possono sopravvivere in un ambiente ricco di ossigeno. Di nuovo, più alto sarà il valore pH, più alcalino e ricco di ossigeno è il liquido. Il cancro e tutte le “malattie” odiano l’ossigeno e l’equilibrio del pH.
Quest’ultimo è di fondamentale importanza per la salute.
– se il pH del corpo non è bilanciato, non è possibile assimilare efficacemente le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari. Anche il muco dell’intestino tenue può bloccare l’assorbimento delle vitamine e dei minerali.

Come testare il pH
Provate il vostro pH, se siete ammalati; bagnate una cartina tornasole con saliva, due ore dopo il pasto. Questo vi darà un’idea del vostro stato di salute.
Test pH saliva: la saliva è generalmente più acida del sangue (non vicino ai pasti) ed è inoltre un buon indicatore di salute. Ci dice ciò che il corpo contiene. Il pH della saliva è un buon indicatore dello stato di salute dei fluidi extracellulari e delle loro riserve minerali alcaline.
Il pH ottimale della saliva va da 6.4 a 6.8. Provate a fare il test appena alzati, prima di mettere qualsiasi cosa in bocca.
Un valore inferiore a 6.4 è indicazione di insufficienti riserve alcaline. Due ore dopo il pasto, il pH dovrebbe essere salito a 7.8 o più. Se questo non accade significa che il corpo presenta delle carenze di minerali alcalini (soprattutto calcio e magnesio) e non assimila il cibo in modo ottimale Se il pH della saliva devia dal valore ideale per un tempo prolungato, si è esposti a diverse malattie.
L’acidosi, uno stato di pH acido prolungato, può portare ad artrite reumatoide, diabete, lupus erimatoso, tubercolosi, osteoporosi, ipertensione, forme tumorali e altri problemi di salute. Se il pH salivale è troppo basso, la dieta dovrebbe incentrarsi sul consumo di frutta, verdura e acqua minerale naturale, evitando forti acidificanti come bibite zuccherate, pane e carne rossa.
Test pH urina: Il pH dell’urina indica in che modo il corpo sta lavorando per mantenere il corretto pH del sangue.
L’urina rivela i cicli di formazione alcalina (anabolico) e di scomposizione acida (catabolico). Il pH dell’urina indica gli sforzi effettuati dal corpo attraverso i reni, le ghiandole surrenali, i polmoni e le gonadi, per regolare il pH con i sali tampone e gli ormoni.
L’urina può fornire un quadro abbastanza accurato della chimica del corpo, in quanto i reni filtrano i sali tampone della regolazione pH e forniscono valori in base a ciò che il corpo elimina. Il pH dell’urina può variare da 4.5 a 9.0 come estremi, ma il range ideale va da 5.8 a 6.8.

Gli alimenti considerati alcalini, e quindi utili per le persone con un pH acido, includono: mandorle, aloe vera, mele, albicocche, polline d’api, grano saraceno, cavolo, melone, datteri, palmaria palmata, uova in camicia, fichi, uva, miele, lattuga, miglio, prezzemolo, uvetta, pesche, patate rosse fresche, ananas, prodotti di soia, germogli, spinaci cotti, cime di rapa, zuppa di wakame, fagioli azuki, riso e acqua.
I soggetti che rimangono a lungo acidi, spesso presentano sintomi come: ansia, diarrea, pupille dilatate, comportamento estroverso, stanchezza al mattino, mal di testa, iperattività, ipersessualità, insonnia, nervosismo, battito cardiaco accellerato, gambe irrequiete, fiato corto, forte appetito, ipertensione, mani e piedi caldi. L’acidosi è l’indicazione primaria della carenza di calcio.
Il bilanciamento del pH è un importante passo verso il benessere e una buona salute. Gli scienziati hanno scoperto che i fluidi corporei dei soggetti sani sono alcalini (pH alto), mentre quelli delle persone malate sono acidi (pH basso).
Mangiare alimenti appropriati e ottenere da questi i migliori nutrimenti contribuisce ad evitare malattie, oltre all’infelicità e alla scarsa qualità della vita. I semplici consigli per trovare la giusta combinazione tra alimentazione e stile di vita si possono trovare nel libro: “The pH Miracle.”
Tratto da: http://www.acqua-alcalina.it/disturbi-acidosi/articoli/siamo.troppo.acidi.asp

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Cerchiamo di capire il funzionamento dell’apparato digerente.
Nel momento in cui comincia la fase della masticazione, si attivano le ghiandole salivari che attivano la prima fase della digestione; il nostro apparato digerente si prepara, a questo punto, alla fase digestiva vera e propria, le ghiandole gastriche secernono i succhi gastrici, liquidi molto acidi, contenenti enzimi e acido cloridrico che trasformano chimicamente gli alimenti in sostanze assimilabili dall’organismo.

L’ACIDO CLORIDRICO attiva la pepsina che facilita la digestione delle proteine alimentari. Queste ultime, così separate si scompongono in amminoacidi che sono sostanze più semplici.
Nel caso di masticazione a vuoto oppure di stato di stress che incide su un aumento della salivazione , l’apparato digerente aumenta la produzione acida ed enzimatica, mentre diminuisce la quantità di fattori protettivi che rivestono lo stomaco.
Il succo gastrico agisce così in modo aggressivo sulla mucosa che riveste lo stomaco producendo prima una infiammazione della parete gastrica e quindi la sua erosione, quanto poi masticando a vuoto si tende a deglutire aria con conseguenti gonfiori addominali.
In questo caso il paziente ricorre a farmaci antiacidi di natura allopatica presenti sul mercato, che sopprimono l’acidità di stomaco – inclusi antiacidi over-the-counter – lasciando le persone a maggior rischio di intossicazione alimentare, questo significa che acidi deboli quali l’acido salicilico, vengono assorbiti bene dallo stomaco (pH = 3) e male dall’intestino tenue (pH = 6,6).
Prendendo come esempio il farmaco MAALOX, i principi attivi del Maalox sono Magnesio idrossido ( 3,65 g ) e Alluminio idrossido (3,25 g) ogni 100 g di sospensione, mentre una compressa contiene: 400 mg di Magnesio idrossido e 400 mg di Alluminio idrossido gel secco.
Il Maalox trova indicazione (secondo la medicina allopatica) in tutte le forme di iperacidità gastrica, pirosi, ulcere gastroduodenali, gastriti, gastralgie, quando necessiti aumentare la tolleranza gastrica ai medicamenti irritanti.
Ma spesso questo prodotto non solo intossica l’organismo soprattutto per la presenza dell’alluminio quanto in molti pazienti incide ancora di più sullo stato di acidità gastrica creando nel tempo altre patologie.
Non dobbiamo dimenticare che la maggior parte delle patologie avvengono proprio per via di un corpo in acidosi, e il tutto parte dall’apparato digerente.

La CHIMICA ed il NOSTRO CORPO, la CELLULA:  – I COSTITUENTI CHIMICI
http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?f=33319
Gli acidi, causa di tutte le malattie – Un Organismo in acidosi è un organismo malato
http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?t=2773609

Quindi la prima cosa essenziale da fare e portare in uno stato basico tutto l’apparato gastrico con una alimentazione sana e uno style di vita corretta, una cosa molto utile e soprattutto l’acqua che grazie alle sue proprietà molecolari non solo “drena” i componenti citotossici presenti nell’organismo ma aiuta alla alcalizzazione dell’apparato digerente. Ma purtroppo “grazie” all’inquinamento ambientale dovuto dalle industrie nell’acqua attuale non troviamo solamente oligoelementi essenziali al nostro organismo ma anche componenti citotossici.
L’acqua pura non è acida e/o basica, il pH cambia quando si disciolgono sostanze in essa.
Per esempio la Pioggia ha un pH acido naturale di circa 5,6 perché contiene biossido di carbonio e biossido di zolfo, normalmente l’acqua che beviamo chiamata anche “acqua minerale” e una tipologia di acqua che nasce da sorgenti situate sui monti e grazie alla sua proprietà solvente scioglie e assorbe tutti gli elementi presenti nelle rocce che incontra.
La sua qualità e concentrazione di minerali e oligoelementi varia molto dalla fonte, quindi in base alla fonte e alla zona di provenienza dell’acqua possiamo riscontrare valori differenti di Sali minerali, bicarbonati, calcio, solfati, silice, magnesio, potassio, ferro.
Attualmente dovuto all’inquinamento nell’acqua si possono riscontrare, eccessi di rame, piombo, stagno, vanadio, mercurio, alluminio (NdR: questi ultimi due ad esempio presenti nei Vaccini ed in certi farmaci o pomate per la pelle ecc.), cromo cobalto, nichel, argento, arsenico, pesticidi e additivi.
By Ventura Renato – Bioterapeuta
Tratto da: centrobenesserekundalini.blogfree.net

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

ACIDITA’, OSSIGENO e CANCRO e non solo..
Uno dei principali compiti del sistema idraulico corporeo, chiamato torrente sanguigno, e’ quello di trasportare sostanze nobili ed ossigeno a ciascuna delle cellule esistenti e quindi ai vari tipi di tessuti corporei degli esseri viventi, e cio’ ogni giorno dalla nascita fino alla morte.
Inoltre i giusti rapporti del pH sanguigno favoriscono  lo sviluppo  e la funzione di tutti gli enzimi e particolarmente di quelli proteolitici e la loro relativa influenza sullo sviluppo delle cellule staminali.
Il pH del sangue deve quindi mantenersi sempre ai livelli alcalini (basici) altrimenti intervengono malattie, gravi e la morte repentina. Con il mantenimento e/o il ripristino di questo tipo di livelli alcalini, esso mantiene e/o riprende la sua capacita di mezzo di trasporto di ossigeno e sostanze.
Questo trasporto e’ noto viene effettuato per mezzo dei Globuli Rossi (eritrociti) i quali con la loro forma perfettamente discoidale concavo-convessa (se sono normalmente sani) galleggiano nel sangue, ognuno separato dagli altri, trasportando ossigeno e le sostanze sulla propria superficie.
Nelle microfotografie di sangue normale, un campo osservato, e’ pieno di globuli rossi ben formati (non anemici, cioe’ non malformati, non parassitati e quantitativamente giusti), e questi sono uniformemente distanziati per il fatto che alla loro superficie essi trasportano elettroni in numero sufficiente da avvolgerli in una piccola rete a carica negativa. Quando due globuli rossi si avvicinano, la loro carica simile li obbliga a mantenersi distanti l’un l’altro, cioe’ reciprocamente si respingono; piu’ si avvicinano e piu’ si respingono, nei fatti non collidono mai.
Questo ci dovrebbe proteggere, ma quando il pH sanguigno scende verso l’acido gli elettroni si staccano dai globuli rossi, facendosi che questi si avvicinino troppo fino a collidere e si incollano fra di loro e/o con i grassi atomizzati.
Cio’ significa che disturbando i giusti rapporti del pH sanguigno esso non riesce a trasportare in quantita’ e qualita’ sufficiente, l’ossigeno e le sostanze alle celluletessuti ed organi corrispettivi.
In presenza di grassi  atomizzati i globuli rossi possono collidere con essi saldandosi insieme e formando come delle monetine (detti “rouleaux”=blocchi di cellule), restando incollati fino a quando il grasso presente nel sangue non viene metabolizzato ed eliminato.
Quando questi “rouleaux” (blocchi di cellule) circolando nel torrente sanguigno, che ormai con questi rouleaux ha diminuito la sua capacita’ di trasporto di ossigeno e sostanze, e raggiungono i micro capillari, essi vanno facilmente ad ostruire i minuscoli capillari impedendo la microcircolazione e quindi l’ossigenazione ed il nutrimento delle cellule, come invece e’ possibile con i globuli rossi individuali e non saldati ai grassi atomizzati.
A quel punto nasce lo stress ossidativo, la cellula si intossica e si ammala, cosi’ come tutte le cellule legate a quelle ischemie, generando stress ossidativo ed infiammazione anche nei tessuti e malfunzione organica e sistemica.
I rischi di queste situazioni sono stati scoperti nel XX secolo, da un scienziato che si chiamava Otto Warburg, che ricevette il premio Nobel per quella scoperta.
Egli aveva osservato che privando un tessuto di ossigeno questi diventava canceroso (malato fino alla morte) inoltre che riportando ossigeno al tessuto non si invertiva il processo.

Oggi sappiamo che quello che aveva osservato Warburg non erano le normali cellule  che diventavano cancerose, ma cellule che stavano morendo per mancanza di ossigeno, mentre le nuove cellule nascevano in un terreno (ambiente = matrice) in cui il normale apporto di ossigeno non era presente.
Senza dubbio in tale situazione, la maggior parte di tali nuove cellule morirebbe, ma alcune, magari poche, potrebbero sopravvivere utilizzando come fonte di energia la fermentazione anziche’ il processo piu’ efficiente dell’ossidazione.
Quelle che utilizzano la fermentazione non hanno l’energia per evolversi o funzionare normalmente, quindi cio’ che fanno e’ riprodursi e scindersi all’infinito e questo e’ uno dei meccanismi principali ed iniziali del cancro.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il metodo più semplice per controllare e stimare l’acidosi è quello del controllo del pH urinario.
In farmacia, potete acquistare le “cartine di tornasole” con le strisce indicatrici, con un range di valori tra 5,0 e 7,5, con le quali è possibile 2-3 volte al dì, per qualche giorno, autocontrollarsi, tenendo conto che alle ore:
– 6 del mattino: l’urina ha la massima acidità, perché nella notte c’è stata la scomposizione del carico di acido.
– 9, 2-3 ore dopo la colazione: l’urina di chi è sano è leggermente alcalina, per via del lieve deflusso delle sostanze alcalinizzanti della colazione.
– 12, prima del pranzo: pH leggermente acido, perché le sostanze alcalinizzanti, incamerate come riserve, o utilizzate, diminuiscono nel deflusso.
– 15: il pH è alcalino, perché c’è il maggior deflusso delle sostanze basiche.
– 18, prima della cena: il pH urinario di chi è sano è leggermente acido.

Se i rilievi si allontanano troppo dalla curva ideale, con valori frequentemente acidi, occorre tutelarsi con l’introduzione nella dieta di tanta frutta e verdura CRUDA.
I cibi soprattutto alcalinizzanti CRUDI, dovrebbero costituire il 75-80% dei nostri pasti  quotidiani, particolarmente frutta e verdure (carote, cavoli, insalata, di tutti i tipi, pomodori, patate, peperoni, zucchine, piselli; arance, mele, kiwi, albicocche, banane, ciliege, pompelmo, limone, nocciole, mandorle, pesche, pere, ananas, uva, anguria, miele con parsimonia).
Gli acidificanti, meno del 20-25%.
L’olio extravergine d’oliva (spremuto SENZA i noccioli, e l’olio di girasole sono neutri.
Va da sé, che una sana alimentazione includa sempre e per tutti i cibi provenienti da coltivazioni agricole biodinamiche.

ALIMENTI  ACIDIFICANTI  (principali)
Alcolici, Carne, Grassi animali, Pesce, UovaLatte, Burro, Formaggi,  Fritti, Caffè, The’, Cioccolata, Cacao, Aceto, Condimenti, Spezie, Confetture con zucchero bianco, Cereali
Bietole e spinaci, Fragole, Mirtilli e Prugne, Oli idrogenati, Pizza,
Prodotti da forno di pasticceria, Zucchero raffinato, dolcificanti artificiali
ALIMENTI  ALCALINIZZANTI (principali)
Frutta e verdura, Frutta secca: mandorle, nocciole, e uva, Sesamo, Legumi, Patate, Melassa, Salsa di soia, Senape (foglie e germogli)

Il Crudismo e’ la dieta alimentare
per stare bene a qualsiasi eta’.

ALIMENTI NEUTRI:
Amido, Lardo, Miele grezzo, Zucchero integrale,  Formaggio di capra, Grano saraceno, Uova (il tuorlo), Riso (d’acqua e integrale), Tacchino, Olio di oliva biologico spremuto a freddo, Oli di semi biologici spremuti a freddo

vedi anche:
Acidosi nel Cancro Bicarbonato di Sodio + Bibliografia sull’acidosi nel Cancro  CANCRO Studi  Acidosi 2 + ACQUA del CORPO + Cellule + ALCALOSI + Ossido-Riduzione  +  BioElettronica  +  Correzione del pH 

Va notato che la glicolisi anaerobica mediante lo zolfo, crea dell’acido lattico. E più sono le molecole di glucosio utilizzate, e più acido lattico viene generato ed immesso nel tessuto connettivo (matrix).
Questo spiega perché i tessuti di un portatore di tumore sono più acidi del normale. A ciò si deve aggiungere che i farmaci usati nella chemioterapia lasciano dei residui acidi, ne risulta che questi pazienti saranno soggetti ad una notevole acidosi metabolica di tipo iatrogeno.

Quando, per mancanza di informazioni adeguate o per golosità, tale paziente dovesse cibarsi di alimenti che lasciano ceneri acide, per es. pasta e pane fatti con farina bianca, dolciumi industriali, latte vaccino e derivati, carne rossa, ecc., il suo livello di acidosi aumenterà ulteriormente.

Perché bisogna lottare contro l’acidosi ? Perché l’eccessiva presenza di acidi nel tessuto connettivale lo modifica da sol in gel.
Questo rende difficile i vari scambi fra le cellule e l’ambiente circostante, creando i presupposto per numerose disfunzioni e malattie.
Va notato che l’acidosi non deriva solo dai residui acidi lasciati da alcuni alimenti, riguarda anche direttamente i farmaci chemioterapici che, in un ambiente gel, non solo fanno fatica a raggiungere le cellule, ma aumentano la tossicità ambientale creando i presupposti per un intasamento delle vie linfatiche.

Acidosi : una acidosi metabolica e’ osservata quando la FG diviene < 25ml/min.
I bicarbonati restano lungamente nei limiti della normalita’ (salvo nel corso di certe tubulopatie).
La secrezione urinaria di ammoniaca e’ fortemente ridotta, cosi come l’acidita’ tirabile, spiegando il difetto di acidificazione urinaria (il pH urinario e’ un po’ diminuito) malgrado l’acidosi metabolica.

Ma un regime alimentare normale genera circa 1 mmol di ioni idrogeno/kg/j.
I pazienti divengono progressivamente incapaci di secretare certe quantita’ di acidi e l’acidosi si accentua con la diminuzione dei bicarbonati plasmatici e una cloremia normale, da cio’ l’aumento del “Buco anionico” (differenza fra la natremia e la somma del cloro e dei bicarbonato) conseguenza della ritenzione dei Solfati, Fosfati, e degli anioni organici.
I bicarbonati diminuiscono malgrado cio’ comunque raramente < 15 mmol/l perche’ gli acidi sono tamponati dai tamponi intracellulari  ed il tessuto osseo, avente come conseguenza l’osteodystrofia e l’osteomalachia un aumento del catabolismo delle proteine, conducendo ad un bilancio azotato negativo ed a una perdita della massa muscolare.
Il regime di restrizione protidica, riducendo l’apporto in acidi aminati, limita la produzione acida e permette di mantenere il tasso di bicarbonati in limiti accettabili.
Il regime di restrizione del tasso dei bicarbonato si abbassa < 20mmlo/l e sara’ necessario di apportare del bicarbonato di sodio, 2 a 4 g/j in modo da mantenere la concentrazione fra i 20 e 25 mmol/l.
Questo apporto sara’ fatto con acqua basica o sotto forma di polvere o di gel.
Il citrato di sodio puo’ essere ugualmente utilizzato, a condizione che il malato non prenda dei chelanti del fosforo a base di sali di alluminio, il citrato favorisce l’assorbimento dell’alluminio.
Il bicarbonato di sodio e’ ben tollerato, il rischio di ritenzione  e di ipertensione arteriosa e’ poco importante e l’apporto in sale alimentare non dovra’ essere ridotto che in leggera proporzione variabile per ogni soggetto.
Tratto da: invivo.net

Se vuoi conoscere il tuo stato di Benessere e migliorarlo con queste speciali apparecchiature modernissime,  che neppure gli ospedali hanno, prenota via mail la consulenza QUI. Esso permette anche di analizzare qualsiasi prodotto esistente e la sua compatibilita’ o meno, con il soggetto analizzato….
vedi anche: Medicina Quantistica
Quindi se volete fare un Test di Bioelettronica (test di controllo del livello di Salute_benessere)….
– scrivete QUI: info@mednat.news

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L’eccesso di acidi e’ la causa principale e fondamentale di TUTTE le malattie, cosi’ afferma anche il dott. Robert Young di San Diego CAL., USA.
La “nuova biologia” come la chiama il dott. R. Yuong, modifica totalmente il punto di vista della medicina ufficiale e la falsa idea Pasteuriana che nel diciottesimo secolo affermo’ che le malattie sono generate dai germi, quando invado dall’esterno il ns. corpo.
Young afferma che: quando i liquidi del corpo sono alcalini, i “germi” non hanno nessun potere, ne’ appigli e quindi il corpo ha la proprieta’ di automantenersi sano e/o guarire dalle sue malattie.
Egli fa una semplice similitudine:  immaginate una vasca di pesci immersi in acqua, se l’acqua e’ salubre, pulita, i pesci sopravvivono; se l’acqua e’ malsana i pesci muoiono.
Nello stesso modo le cellule, che vengono paragonate ai pesci della vasca che devono vivere in acqua, (Terreno), pulita, anche le cellule, se vivono in liquidi alcalini, cioe’ salubri, esse funzionano regolarmente, nutrendosi ed eliminando le tossine, creando anche le sostanze necessarie ed apportando cio’ che necessita all’organismo per mantenersi sano.
Quindi la salute la si mantiene o la si recupera SOLO se manteniamo puliti ed alcalini i nostri liquidi, il Terreno, la matrice, nei quali le cellule galleggiano e vivono in buona salute.
Pensiamo alle  nostre cellule come dei pesci nella loro vasca.
L’acqua nella quale sono immerse ha il ruolo fondamentale di:
– portare nutrimento alle cellule;
– eliminare le sostanze di scarto.
– permettere la vita alle cellule (ai pesci) che lavorano incessantemente per creare le sostanze necessarie al nostro organismo affinche’ sia in buona salute.

Altre similitudini:
Se in una città i rifiuti urbani non vengono smaltiti in fretta, ma vengono accumulati nelle strade, cosa succede in breve tempo ?…arrivano i topi, vi sono miasmi che i rifiuti emanano, l’aria diviene irrespirabile e i liquami che essi producono invadono le strade…
I topi possono essere paragonati ai “germi” ed i rifiuti sono i rifiuti acidi accumulati nel nostro organismo, nel terreno i nostri liquidi: se i topi, cioe’ i “germi” non trovano un ambiente favorevole alla loro vita nel terreno, i liquidi, semplicemente se ne vanno, così come sono arrivati, senza produrre danno.
Eliminare la spazzatura dal “terreno” (i rifiuti acidi del corpo dai liquidi) è fondamentale per restare in buona salute, o guarire dalle malattie: in questo modo germi, cioe’ i topi, non trovano un ambiente favorevole, e semplicemente “se ne vanno” cosi’ come sono venuti.

Altro esempio: Pensiamo anche ad un’acqua stagnante, se le zanzare proliferano in esso e’ perche le condizioni di quell’acqua sono ideali per le zanzare e quindi la colpa non e’ delle zanzare, ma delle acque stagnanti che permettono il loro insediamento.
Eliminare l’acqua stagnate e’ la vera soluzione per eliminare le zanzare ! non e’ cercando di uccidere le zanzare che elimineremo il problema, ma eliminando la stagnazione dell’acqua che prepara il terreno adatto al loro insediamento.

Siamo fatti per essere e stare in buona salute
Il nostro corpo è fatto per essere in buona salute, snello ed energico.
La nostra mente è fatta per essere veloce e attenta, la nostra pelle per essere liscia e morbida; ed allora perche si ammaliamo, siamo stanchi, abbiamo dolori, non dormiamo bene, abbiamo una pelle brutta e diveniamo obesi ?
Mangiando dei cibi inadatti alla nostra salute essi si decompongono, degradano, fermentano oltre modo, putrefanno producendo gli acidi che alterano il pH dei liquidi, il nostro Terreno, la matrice.

Questi i principali cibi che  portano verso questo squilibrio del pH (detti acidificanti) ?
– proteine animali
– pane bianco raffinato
– zucchero
– latticini
– quantità eccessiva di cibo
– inquinamento
– fumo, vino, alcool
– farmaci e VACCINI

Quali i cibi che alcalinizzano  e spostano il pH del terreno verso l’alcalino ?
– Verdure e frutta CRUDE
– cereali assunto con parsimonia, meglio germogliati, crudi e macinati a freddo.
– semi e frutta secca con parsimonia, variando il tipo ogni giorno.

Lo stimolo della fame è spesso causato da una richiesta di acqua da parte del nostro organismo !
Quindi in realtà abbiamo solo sete e la scambiamo per fame. Molte volte basta bere invece di mangiare.
Una dieta ricca di latticini, proteine animali, zuccheri,  pane  e povera di verdure e frutta, causa un accumulo di acidi nel corpo.
Quando questi rifiuti acidi sono presenti nel Terreno le cellule iniziano ad avere stress ossidativo  ed a mal funzionare, oltre al fatto che questi acidi entrano nel circolo sanguigno, per cui ci sarà un tentativo del corpo di eliminarli attraverso polmoni con la respirazione, reni con l’urina, pelle con la sudorazione se si suda.
Le tossine prodotte in un corpo acido, riducono nell’organismo l’assorbimento di proteineminerali e vitamine, che causa un indebolimento nella produzione di enzimi e ormoni. Questo interferisce anche con la ricostruzione delle cellule e altri componenti necessari alla produzione di energia.
Ma se vi sono troppi rifiuti acidi da eliminare, allora essi vengono depositati in diversi organi come cuore, pancreas, fegato, colon, e altri. Questo processo è quello dell’invecchiamento e quindi della malfunzione di questi organi.
Per rallentarlo, dobbiamo iniziare ad eliminare questi eccessi di acidi e ad introdurre l’alimentazione alcalina nel nostro stile di vita, bevendo anche acqua alcalina la quale neutralizza i rifiuti acidi e li rimuove dolcemente dai tessuti e quindi dagli organi del nostro corpo.
Ogni giorno il nostro organismo cerca di bilanciare questo squilibrio del pH, ma quando il livello di acidi sale troppo, inevitabilmente c’è un crollo e il nostro organismo si avvia inesorabile verso la malattia.
Una acidosi cronica corrode i tessuti del nostro corpo, corrode ad esempio i nostri vasi sanguigni (ed ecco comparire il colesterolo, e di conseguenza ipertensionemalattie cardiovascolari, ecc.
L’acidosi cronica è la causa che sta alla base di tutte le malattie, ma e soprattutto dell’invecchiamento.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Negli ultimi anni iniziano a comparire in letteratura studi di estremo interesse che mostrano tutta la complessita’ di  effetti  che  conseguono a piccole modificazioni del pH (soprattutto intestinale) che possono sembrare localmente di poco interesse.
L’acidosi che consegue ad una riduzione di pH extracellulare, ad esempio e’ in grado di:
– Ridurre i processi immunodifensivi attraverso l’inibizione dell’attivita’ dei leucociti polimorfo nucleati ed in particolare della respirazione cellulare e dell’attivita’ battericida (Lardner 2001)
– Ridurre a livello renale, la produzione di nitrossido nelle cellule mesangiali attraverso un meccanismo che vede associata l’inibizione dell’attivita’ enzimatica (Prabhakar 2002)
– Ridurre l’attivita’ metabolica degli epatociti, albumina e transferrina, indotta nel fegato, ormoni ed altri mediatori (Ulrich et al. 1999)
– Aumentarle la permeabilita’ intestinale (con conseguenti processi di malassorbimento e malnutrizione), aumento del danno ossidativo del citoscheletro ed una riduzione del contenuto intracellulare di ATP e Glutatione (Unno et al. 1997)

Questo sono solo pochi esempi fra in molti presenti in letteratura che correlano le apparentemente  insignificanti modificazioni del pH extracellulare a processi metabolici di grande complessita’ ed importanza per le funzioni auto regolative ed immunodifensive dell’intero organismo.
Il mantenimento di un corretto pH della matrice extracellulare, dipende da molti fattori, ma e’ strettamente correlato allo stile alimentare.

Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L’Acidità anomala che produciamo nell’intestino, si propaga velocemente nell’organismo generando le piu’ importanti malattie, cancro compreso
Ecco come avviene, i sintesi, la digestione nel corpo: Il cibo, una volta triturato dai denti, viene mischiato in bocca alla saliva.
Discende attraverso l’esofago verso lo stomaco superando uno sfintere (valvola), il Cardia che ha la prerogativa di non permettere il passaggio verso l’alto del Succo Gastrico. A questo punto il cibo entra nello stomaco e si mescola in quantità necessaria con il Succo Gastrico che è molto acido. Ne risulta un composto omogeneo pronto alle reazioni chimiche che avverranno nell’intestino, per l’assorbimento delle sostanze vitali necessarie per la vita, ma ancora molto acido.
Appena prima del Pyloro (altra “valvola”, sfintere, alla fine dello stomaco) incontra un nucleo di batteri (Elycobacter Pylori) che producono ammoniaca,  la quale serve a diminuire l’acidità del composto. Questo composto entra nel Duodeno, dove trova la Bile che, fra le altre funzioni, elimina l’acidità residua ed entra nell’intestino tenue senza acidità ed in questo luogo le sostanze una volta ben demoleculizzate dai batteri del tenue, possono essere assorbite con facilità senza alterazioni in tutto il lungo percorso dell’intestino tenue. Di questa mancanza di acidità ne gode anche l’intestino Crasso (Colon, Sigma, Retto).
Purtroppo l’alimentazione non sempre è giusta anche perchè ogni persona è diversa da un’altra e la necessità di alimenti è diversa a seconda del clima, della latitudine, dell’attività fisica, delle abitudini di vita, dai problemi della vita e molti altri fattori.
Le conseguenze di una acidità anomala sono molte dalle più banali come un leggero reflusso gastrico o una persistente  leggera stitichezza  o un gonfiore antipatico del ventre, alle gravi patologie come un’alterazione del normale equilibrio esistente nell’organismo fra  basi ed acidi, fra cui l’acidità del colon, fino al cancro.
Per esempio l’Acidosi respiratoria che è l’aumento degli acidi, è dovuto a difficoltà di eliminare con la respirazione quantità adeguate di anidride carbonica, per cui un eccesso di questo prodotto di rifiuto si accumula nel sangue: la si può osservare nell’Asma bronchiale e nelle malattie che comportano restringimento delle vie respiratorie.
L’Acidosi Metabolica consegue invece ad aumentata produzione di acidi, come nel Diabete Mellito non controllato o nelle forme gravi di denutrizione; può anche verificarsi per difettosa eliminazione di acidi attraverso le urine, o per eccessiva perdita di bicarbonati come nella diarrea.
Ma un’altro fattore può essere dato dall’acidità dell’intestino tenue, ossia proprio nella zona di assorbimento degli alimenti, con conseguente assorbimento di acidi che vanno ad invadere tutto il corpo.
Il segno più evidente può essere dato dalla pelle secca ed acida, o da alterazione nell’attività di varie parti del corpo, dagli occhi alla bocca, dagli arti al cranio, dalla saliva ai vari organi in generale ( fegato, milza, pancreas, polmoni, ecc.) da dolori muscolari e/o artrosi, ecc..
Per cui l’alimentazione CRUDISTA è e deve essere la base della salute e, come si può notare dalle varie statistiche, l’alimentazione corretta porta ad una vita lunga, serena e con poche malattie ma mai importanti.
E’ possibile eliminare ogni forma  di acidità anomala, aiutandosi con una alimentazione appropriata ed alle volte, assai raramente, con l’assunzione di apposti sali basicizzanti.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L’acidificazione del sangue e il calo di pH nelle urine
Dr. Valdo Vaccaro – Tratto dal blog http://valdovaccaro.blogspot.com
Nei giorni scorsi ho fatto circolare tra gli amici un ottimo documento del prof Franco Libero Manco dal titolo “L’importanza vitale dell’equilibrio acido-basico del sangue”, dove il valore ottimale pH per il sangue umano (essere vegetariano-fruttariano per disegno e piano preciso del Creatore) è tra i valori 7.35 e 7.45, mentre negli animali carnivori ed onnivori, mentre negli animali carnivori e onnivori (a sangue decisamente acido) tale livello scende ben sotto il valore 7 sulla scala acido alcalina 1-14, dove l’1 rappresenta la massima acidità,il 14 la massima alcalinità, e il 7 la posizione neutra.
In tale articolo, si mette in evidenza come l’acidosi sia uno stato di intossicazione per eccesso di sostanze acide accumulate nell’organismo, come succede nei classici esempi di malattie gravi da acidificazione (osteoporosi, diabete, cancro) e negli stati di alimentazione deficiente di carboidrati (e abbondante invece di grassi e proteine).
L’acidità in chimica è la proprietà di una sostanza di mantenere in soluzione ioni di idrogeno H+ (acca-positivi), e si misura in pH. Il pH non è dunque altro che l’abbreviazione di potenziale Hydrogenium, e rappresenta la concentrazione degli ioni H+ presenti nella soluzione.
La lettrice PF di Roma mi ha scritto quanto segue: “Se misurando il pH delle mie urine trovo che esso è da 7 a 7.5 di mattina, e poi scende a 6 durante il giorno, cosa può significare ? E poi, cosa ne pensi dell’Alkalife ?”

La domanda di cui sopra è di grande utilità ed intelligenza.
Mette in effetti in risalto il problema delle analisi reali in senso dinamico, contrapposte alle analisi virtuali, fisse e teoriche, di cui sono pieni zeppi i testi di tutte le università e le bacheche di tutti gli ufficiali sanitari.
Se i ricercatori lavorassero seriamente e con più metodo, alla ricerca dei valori nei diversi momenti della giornata e nelle più svariate circostanze della vita, ci troveremmo con parametri più complessi e oscillanti, ma con una scienza assai più realistica e interessante di quella virtuale, statica e ingessata che siamo costretti a sopportare.
Ci troveremmo con tabelle assai più vere ed autentiche di quelle, spesso devianti e imbrogliantiimposte al mondo dalla FDA, tanto per fare un esempio.

Per misurare la presenza di leucociti nel sangue, i medici si accontentano in genere di dirti che l’uomo ha normalmente 6000 unità di leucociti per mm 3 di sangue.
Ci voleva il medico russo Kautchakoff, coi suoi memorabili esperimenti svizzeri del 1930, per dimostrare che quei numeri non dicevano granché sulla situazione reale, e che gli sbalzi dei leucociti erano basilari per capire la dinamica e il significato della leucocitosi.
Per fare questo, Kautchakoff organizzò dei gruppi di soggetti diversi (gruppo vegano-crudista, gruppo latte-ovo-vegetariano non crudista, gruppo onnivoro e carnivoro) e prese ad ogni singolo soggetto un campione di sangue prima del pasto principale e dopo il medesimo, mettendo a confronto le due provette appartenenti a ciascun individuo, verificando cose molto interessanti che sono rimaste negli annali della medicina e della scienza nutrizionale..

Scoprì che, nel vegano crudista, i 6000 leucociti iniziali prima del pasto restavano 6000 anche dopo il pasto, mentre nel gruppo latte-ovo-veg non crudista i 6000 raddoppiavano e diventavano 12000, e nel gruppo onnivoro-carnovoro non crudista triplicavano a 18000, a testimonianza che i cibi sbagliati agivano da trigger, o da grilletti scatenanti del pericoloso fenomeno leucocitico, allorquando i cibi prescelti sono quelli sbagliati e non compatibili con le esigenze corporali umane, per cui vengono riconosciuti e classificati dai nostri sensori interni (nell’ipotalamo) come autentici nemici invasori da contrastare e combattere mediante il sistema immunitario come materiale estraneo e non-self.

Per venire al nostro problema specifico riguardante l’equilibrio acido-basico, non esistono, per quanto ne sappiamo, esperimenti e statistiche dinamiche altrettanto sistematiche sulla acidificazione del sangue.
Bisognerebbe prendere delle persone e testar loro il sangue prima e dopo ogni diversa gamma di cibi, prima e dopo ogni azione giusta o sbagliata, prima o dopo ogni fumata di sigaretta, ogni caffè, ogni piatto di carne consumato, e così via.
Siccome gli esperimenti costano parecchio, ci vogliono sponsor e finanziatori disposti a sborsare molti fondi per amore del puro e semplice sapere, cosa che risulta essere sempre più difficile oggigiorno, dove ogni test viene innanzitutto finalizzato a dimostrare le cose che interessano ai finanziatori, e non certo quelle che rischiano di diventare armi controproducenti nelle mani della parte avversa.

Quello che sappiamo con sicurezza è che esistono alimenti alcalinizzanti, che mantengono il nostro pH inalterato (e sono tutti i frutti e le verdure allo stato crudo) ed elementi acidificanti, che tendono invece ad abbassare il pH stesso pericolosamente dai valori normali (e sono le carni, il latte, i cereali stracotti, i legumi, e tutti gli alimenti concentrati e cotti in genere).
E sappiamo pure che, ad ogni mangiata sbagliata, ad ogni proteina inopportuna contenuta nella carne e nel latte ingeriti, ad ogni carburante difettoso e problematico che andiamo a versare nel nostro sistema, parte un processo acidificante che il sistema immunitario è costretto a considerare come emergenza mortale, a stoppare immediatamente mediante l’uso di un adeguato tampone alcalino (soprattutto calcio organico, ma anche sodio e magnesio organici, che sono tutti minerali alcalini).

Più grave l’acidificazione e più calcio organico serve (e quel calcio contenuto nel cibo ingerito, nel latte ingerito, a nulla serve, essendo stato reso inorganico dalle lavorazioni e dalla bollitura).
L’intervento immunitario è istantaneo ed urgente, poiché un’acidificazione non immediatamente stoppata e corretta significherebbe morte sicura, per blocco immediato di tutte le operazioni e gli interscambi elettromagnetici che avvengono in continuazione nel sistema cellulare e nel corpo.
Ecco dunque le continue emergenze, i ripetuti prelevamenti di osseina dalle ossa, e la conseguente osteoporosi di cui sono classiche vittime i consumatori di latte e latticini, come dimostrano chiaramente le precise statistiche mondiali che vedono non a caso ai primi posti dell’osteoporosi, del diabete e del cancro, proprio i paesi a più alto tasso di consumo di latte e di carne.

Ancor meno si sa, con precisione e rigore statistico, sul comportamento del pH nelle urine, nel sudore, nel materiale biologico escretorio.
Possiamo però fare dei ragionamenti e delle ipotesi che possono far capire, ad esempio, quale è la logica e il meccanismo che fa abbassare il valore delle urine da un pH 7.5 nelle prime ore della mattina, a un pH 6 nel corso della giornata, come segnalato dalla nostra lettrice.
Chiaro che, nel sangue, tale abbassamento non è concesso, non succede e non può succedere, altrimenti moriremmo all’istante fulminati da collasso metabolico e cardiocircolatorio.
Il sistema immunitario, ogni qualvolta il pH del sangue scende dalla gamma dei valori previsti di 7.35-7.45, viene allertato dai sensori dell’ipotalamo, e invia un messaggio-missile telegrafico al midollo spinale, per il rilascio di osseina.

Nell’urina invece, e anche negli altri liquidi di scarto, tale meccanismo non scatta, per il semplice motivo che si tratta di materiale liquido ormai escreto, esternato ed esausto, già finito fuori dalla parte nobile-operativa dell’organismo, non più appartenente alla giurisdizione del medesimo, e quindi soggetto a normale processo degenerativo di ossidazione e di acidificazione.
Quindi nulla di strano, negativo e preoccupante nel fatto che esista un fisiologico calo del pH nelle urine.

Alla seconda domanda, sull’Alka Life, rispondiamo dicendo che ne pensiamo tutto il male possibile, trattandosi di una delle tante soluzioni anti-acide, ovvero di quei correttivi chimico-farmaceutici di sintesi che pretendono di intervenire dall’esterno nei complessi giochi bio-chimici del corpo.
In un pianeta Terra tormentato e sconquassato dalla acidificazione dei suoi improvvidi abitanti, che fanno quasi a gara a chi si acidifica di più, il consumo di antiacidi procede non a chili ma a tonnellate. Ma i farmaci non possono sostituirsi agli alcalinizzanti naturali. Essi possono solo apportare sensazioni benefiche limitate e di breve periodo, che lasciano inalterati al loro posto i meccanismi produttori del fenomeno acidosi.
Non esiste dunque alcuna alternativa al problema se non quella di correggere radicalmente le proprie ideologie e le proprie abitudini alimentari, le quali consistono socialmente, ai tempi attuali, nel far transitare, nei nostri corpi vegeto-fruttariani, prodotti animali pieni di insidie e severamente vietati dalla scienza e dalla logica nutrizionale, cibi cotti e devitalizzati carichi di zavorra vuota, ossidante ed acidificante.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

I DANNI provocati da un eccesso di acidita‘ organica (1)
“Tutte le morti sono dovuto ad situazione progressiva di acidità organica
” (Dr. Cee W. Crile M.D.).
In ogni organismo vivente, osmosi, diffusione e filtrazione sono responsabile per il trasferimento delle sostanze al fine di mantenerne inalterato l’equilibrio dinamico vitale. I fattori che influenzano il movimento delle sostanze attraverso la membrana cellulare (osmosi) sono la grandezza delle molecole, solubilità, carica elettrica, viscosità del sangue e quantità di muco congestionato sulle pareti delle cellule.
Se due soluzioni (sostanze nel tratto digestivo una, sangue o sistema linfatico, l’altra) hanno una concentrazione diversa e sono separate da una membrana semipermeabile (come le pareti delle cellule), passeranno l’acqua e le sostanze dissolte in essa.
Il soluto (tossine e nutrimenti) passeranno dalla soluzione con concentrazione più alta nella soluzione con concentrazione più bassa, mentre il solvente (l’acqua) passera nella direzione opposta fino a che tra le due soluzioni si sarà stabilito un equilibrio dinamico.

Dopo un pasto, i nutrimenti e le tossine (rifiuti organici) derivanti dalla digestione, fluiscono dal tratto intestinale nel sangue e sistema linfatico. Attraverso l’osmosi i nutrimenti e le tossine si apriranno anche un passaggio verso il citoplasma all’interno delle cellule organiche.
Tutte le cellule hanno una caratteristica comune: il citoplasma ha una reazione alcalina (negativa) e il nucleo ne ha una acida (positiva), ciò crea una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed il nucleo. Questa differenza di potenziale elettrico determina la vitalità delle cellule.

Se questo potenziale elettrico si riduce sotto un certo livello la cellule si ammala e quando questa differenza si annulla, come accade nei casi di severa acidosi, ne consegue la morte.
La vita è infatti possibile solo quando viene mantenuta una differenza di polarità elettrica anche tra il cervello e le altre parti del corpo. Quando il sangue porta con sé molte sostanze acide, per esempio le tossine, le stesse possono penetrare all’interno delle cellule e neutralizzare l’alcalinità del citoplasma.
Se la concentrazione delle tossine nella circolazione del sangue è più alta di quella nelle cellule, le tossine continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule ed, eventualmente, possono precipitare creando dei cristalli.

Secondo l’insegnamento di H.H. Reckeweg, fondatore della Omotossicologia, tutti quei processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro tossine per renderle innocue e poi espellerle.
Percio’ periodicamente, durante i periodi in cui la vitalità è elevata, l’organismo tenta di correggere questa condizione attraverso delle acute crisi di guarigione (le cosiddette “malattie”).
Se un soggetto non migliora le sue abitudini di vita, dopo qualche anno verrà a crearsi una malattia cronica in grado di durare negli anni. Ed alla base di tale malattia troviamo sempre un grande accumulo di tossine.
L’organismo può vincere o perdere questa battaglia, in ogni caso quei processi che noi chiamiamo malattie non sono altro che utili funzioni biologiche, tendenti alla difesa contro i veleni, finalizzate cioè alla disintossicazione naturale.
L’organismo cerca comunque e sempre di compensare i danni che ha subito e che non è riuscito nel frattempo ad eliminare.

L’acidosi precede e provoca le malattie (4)
È ormai riconosciuto da molte autorità, il fatto che molte malattie si sviluppano a causa di una riduzione delle funzioni organiche ed un abbassamento della resistenza dell’organismo a causa di una condizione di acidosi cronica. A questo riguardo il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurgi del mondo, così si esprime: “Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo.”.

L’acidosi, infatti, precede e causa le malattie. Anche un corpo originariamente sano alla fine soccombe sotto le malattie fisiche quando la sua stessa produzione di acido si accumula ad un punto tale in cui non può più opporvi resistenza e, conseguentemente, diventa suscettibile ai germi, al freddo, alla fatica o all’esaurimento nervoso.
Quando il livello di tossine nel corpo raggiunge il massimo tollerabile l’organismo inizia un’azione di pulizia che può prendere varie forme, tra cui: diarrea, mal di testa, raffreddore, eruzioni della pelle, ascesso, foruncoli, reumatismo, infiammazione degli occhi o altri organi, catarro, sensazione di freddo, febbre e tutta la complessa casistica di sintomi che viene riconosciuta con i nomi delle varie malattie. Ma tutte queste problematiche hanno un’origine comune: un accumulo di rifiuti acidi nel corpo.
Ogni giorno che passa il cibo e le bevande che utilizziamo stanno diventando sempre più “produttrici di acido”, specialmente i pasti veloci come quelli offerti dai fast-food e gli alimenti precotti. Anche i dolci ed i dessert formano acido così come il caffè, il vino e la birra. Un altro elemento che crea acidità è un’alimentazione eccessiva. Va notato che anche coloro che seguono una dieta vegetariana possono ritrovarsi con un alto livello di acidità se consumano troppi cereali.
Le preoccupazioni, l’ansia, la paura e gli altri stress sono altri fattori in grado di produrre acidità organica, e così pure le sostanze inquinanti e le eventuali tossine presenti nell’ambiente in cui viviamo.
Una certa acidità del corpo è necessaria alla manutenzione della vita; se non vi fosse non vi potrebbe neppure essere la circolazione di energia lungo i nervi. È infatti necessaria una differenza di polarità elettrica affinché tale flusso possa aver luogo.
Quando un’area diventa malata o danneggiata, vi è un’accelerazione di energia nei suoi confronti, perché il primo effetto di una malattia o di un danneggiamento è quello di aumentare il grado di acidità dell’area colpita. Con l’aumento di acidità cambia anche il potenziale di quella area e questo fatto aumenta il flusso di energia proveniente dal cervello e, con essa, aumenta pure il flusso del sangue in arrivo.
Come si può facilmente immaginare l’aumento dell’energia nervosa e del flusso del sangue creano un maggior potere curativo nella zona colpita. Comunque è bene sottolineare che una quantità maggiore o minore del necessario sconvolge il processo di guarigione. Un eccesso di acidità nei tessuti dell’organismo stimola infatti un flusso di energia nervosa troppo grande e, se questa condizione permane troppo a lungo, interferisce con la capacità delle cellule del cervello di continuare a fornire l’energia nervosa richiesta.
Una diminuzione di tale capacità conduce invece ad una minor differenza di potenziale tra il cervello e il resto del corpo. Quando questa differenza si annulla, come accade nei casi di severa acidosi, ne consegue la morte. La vita è infatti possibile solo quando viene mantenuta una differenza di polarità elettrica tra il cervello e le altre parti del corpo.
Si è scoperto che un’acidità eccessiva dipende quasi interamente una dieta sbagliata; pertanto il rimedio giace in un’alimentazione adeguata – vedi: Crudismo
Nel passato si sono elaborati vari mezzi per esaminare l’acidità e alcalinità del sangue, orina, saliva e feci.
Lo sviluppo e l’utilizzo del Neuro-Micrometro (strumento elettronico per misurare il passaggio della corrente nei nervi N.d.T.) creò però una sorpresa quando venne alla luce che tali misurazioni non davano affatto l’indicazione di quanto fosse il grado di acidità o alcalinità presenti in realtà Talvolta si sono riscontrati dei casi in cui la persona aveva un livello di acidità organica maggiore del normale pur denunciando una situazione alcalina nei fluidi corporei che venivano misurati.
Pertanto i test “regolari” offrono spesso dei valori non corretti e, segnalando una falsa necessità di una dieta neutralizzatrice degli acidi, può portare ad una cura che può solo far peggiorare il paziente.
La ragione di questi errori di misurazione vanno ricercati nel fatto che la misura dell’acidità del sangue, saliva, feci ed orina cambia in relazione a ciascuno pasto, e perciò fluttua da un pasto all’altro in accordo con la capacità del cibo ingerito di creare una situazione più o meno acida.
L’acidità dei tessuti rappresenta una media delle variazioni tra il massimo e il minimo dei valori dell’acidità propria del sangue.

Bibliografia:
1. Viktoras Kulvinskas, Survival into the 21th century (Sopravvivere nel 21° secolo), pp. 218-219.
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975. 2.
Le Formulazioni Cosmochemia, p. 7. Pubblicazione riservata, distribuita dalla Guna, via Palmanova, 71, 20132 Milano.
3. Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century, citato.
4. Hogle di C. di Mary, Food that alkalinize and heal (Cibi che alcalinizzano e guariscono), p. 8.
Healt Research, P.O. Box 850, Pomeroy, WA 99347, U.S.A.
5. Dr. A. George Wilson, A New Slant to Diet (Un approccio nuovo alla dieta).
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St., Denver, Colorado, U.S.A., 1960

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il sangue alcalino della creatura fruttariana chiamata uomo
L’acidificazione è un fenomeno patologico relativo alla dieta e ai comportamenti umani.
Parte dal fatto che l’essere umano, da bravo fruttariano, ha un sangue che sta in modo, minimo ma netto, oltre il punto medio o neutrale 7.00 della scala acido-alcalina del pH, che va dallo 0.00 di acidità totale al 14.00 di alcalinità totale.
Una salute ideale implica dunque un sangue equilibrato oscillante tra 7.35 e 7.55 nella scala.
Gli animali onnivori-carnivori hanno invece tutti un sangue acido, che si attesta sotto il livello 7.
Dai valori pH del sangue dipedono le altre acidità tipiche della saliva, dei succhi gastrici e delle urine, che stanno su livelli moderatamente acidi.

Acidificazione uguale mucosità – Mantenere uno stato di leggera alcalinità del sangue è una priorità vitale per il nostro organismo. Acidificare il sangue significa compromettere le reazioni biochimiche e la vitalità dell’intero sistema.
L’acidificazione del sangue porta, come sintomo protettivo e reattivo, alla formazione di muco e di catarro nelle diverse parti del corpo, al punto che acidificazione è sinonimo di mucosità.
Uno dei massimi teorici della dieta vegetariana-fruttariana crudista, ovvero della dieta anti-muco, è il dr Arnold Ehret (1866-1922).
L’acqua pura e distillata rappresenta la migliore soluzione per l’uomo, ed è neutra al punto 7.00
Tener presente che 1 grado di acidità in meno (esempio, passando dal livello 6 al livello 5 della scala), non è cosa da poco, e significa che la sostanza in esame è 100 volte più acida al livello 5 che al livello 6.
L’acqua pura e distillata, ed anche la pioggia e la neve da nuvole non inquinate da acido solforico e acido nitrico (inquinamento auto, emissioni industriali, emissioni centrali termoelettriche), hanno un ph 7.00, perfettamente neutro.
Il fenomeno delle precipitazioni acide (pioggia, neve, grandine) deriva dall’alto tasso di inquinamento, soprattutto in zone urbane ed industriali, dove l’acqua che cade al suolo registra livelli estremamente bassi, tipo 5.60.
Chi vuole procurarsi acqua distillata dalle precipitazioni, lo può fare, con l’accortezza di raccogliere la pioggia non al primo scroscio di pioggia, ma a temporale avviato.

Il pH è importante anche in agricoltura – Il pH è importante anche per stabilire l’habitat delle piante nei rispettivi terreni agricoli.
La pianta del mirtillo ha bisogno ad esempio di un terreno acido, mentre la valeriana ama il terreno alcalino.
Un suolo acido viene neutralizzato trattandolo con carbonato di calcio, o con decomposizione di concime organico, o con dei fertilizzanti che idrolizzano e azotizzano per ossidazione dei composti solforati.
La troppa acidità di stomaco, deriva da errori alimentari causati dall’ingestione di cibi acidificanti come le proteine in eccesso, soprattutto quelle di origine animale, difficilmente disgregabili con le scarse dotazioni di acido cloridrico dello stomaco fruttariano umano.
L’acido in partenza che diventa alcalinizzante a destino e viceversa. Acidità significa agrezza, vitamina C, limone.
Alcalinità significa proteina vegetale (cereale) e proteina animale (carne e latte).
I cibi alcalini in partenza (carne, latte, uova, pesce) rilasciano nel duodeno (parte alta dell’intestino) ceneri acide ed acidificanti, mentre i cibi acidognoli in partenza (frutta e verdura cruda) rilasciano nel duodeno ceneri alcaline, e sono dunque alcalinizzanti.

Una sostanza micidiale chiamata acido urico.
Quanto all’acido urico, trattasi di sostanza tossica particolare che si accumula nell’organismo per eccesso di albumine provenienti dalle carni, dal pesce, dal formaggio stagionato, dalle uova, dai legumi secchi e dai funghi, e per eccesso di alcaloidi, gruppo di oltre 200 sostanze organiche azotate di estrazione vegetale (atropina, chinina, cocaina, stricnina dalla noce vomica, morfina e codeina dall’oppio, caffeina dal caffè, theina dal the, teobromina dal cacao, nicotina dal tabacco) e di estrazione animale (adrenalina dal rene dei cavalli, cadaverina e ptomaina dai cadaveri putrefatti e quindi da tutte le carni morte).

Un lanzichenecco chimico contrastabile solo col veganismo crudista
L’acido urico è una maledizione per il corpo umano fruttariano, che non ha dotazioni enzimatiche di uricasi, per contrastare e demolire tali sostanze micidiali, come invece succede per gli animali onnivori-carnivori, che il creatore ha equipaggiato con adeguati strumenti antiurici.
Nel corpo umano, l’acido urico produce arteriosclerosi, angina pectoris, apoplessia, malattie renali ed epatiche, patologie alla prostata e alla vescica (infiammazioni chiamate prostatiti ed uretriti), nonché calcoli nei vari citati organi.
Senza scordare i mali di testa, le emicranie che nessuna pasticca è in grado di risolvere. Senza contare il reumatismo, l’artrite e la gotta.
Una alimentazione vegana è il migliore mezzo per contrastare questa catastrofica condizione chiamata iperuricemia.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo (I)

Commento NdR: pur condividendo una buona parte dello scritto, il consiglio e’ che occorre fare molta attenzione con questo tipo di alimentazione solo fruttariana, per il fatto che in certi individui si creano delle carente di sali e proteine….!

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Acidosi : cosa fare ?
Le nostre abitudini alimentari e di vita e le condizioni ambientali fanno si che l’acidosi – l’iperacidità tessutale – sia una delle cause più frequenti di alterazioni metaboliche essa e’ quindi matrice di varie e molteplici malattie.
Uno dei primi obiettivi della medicina naturale è per l’appunto il mantenimento o il ripristino del giusto rapporto (pH = acido-base) metabolico.
Non si tratta solo di evitare la carenza o l’eccesso di vitamineminerali – oligoelementi, e/o determinati cibi (solidi e/o liquidi) fondamentali per la vita, oppure il sovraccarico di sostanze estranee all’organismo.
Anche il mantenimento e la regolazione del pH (acido-base dei liquidi del corpo = Terreno) del corpo umano è una premessa fondamentale per qualsiasi cura a carattere preventivo o terapeutico. vedi Omeostasi

Cause dell’acidosi

  • Cibi solidi e/o liquidi NON adatti al proprio organismo
  • Carenza di mineralivitamine e di oligoelementi
  • Consumo di alcolici
  • Fumo
  • Mancanza di movimento (diminuzione dell’eliminazione degli acidi)
  • Stress
  • Apporto idrico insufficiente
  • Determinati farmaci (es. i salicilati contenuti in quelli “consigliati” per il dolore o per l’influenza)
  • TUTTI i VACCINI
  • Un consumo eccessivo di carne e/o latticini ed insufficiente di verdura
  • Inquinamento ambientale

Alcune Possibili conseguenze dell’Acidosi

  • Affezioni cutanee
  • Alterazioni della flora intestinale, reazioni immunologiche (raffreddore da fieno, asma, allergie, ecc)
  • Candidosi
  • Cefalee, emicranie, dolori strani alla schiena ed alle articolazioni
  • Depressione, irritabilità, spossatezza
  • Intossicazione corporea
  • Maggiore sensibilità al dolore, stanchezza muscolare
  • Malattie cardiocircolatorie
  • Malattie del tratto digerente, per esempio bruciori di stomaco, ulcera gastrica, calcoli biliari
  • Minor rendimento ed attenzione
  • Osteoporosi, reumatismi
  • Stanchezza cronica

Terapia naturale per acidosi:
Esistono in commercio delle miscele di basi (determinati sali per regolare il pH e/o di capsule gastroresistenti contenenti sali  basici) che, assieme al cambiamento delle abitudini alimentari e comportamentali, possono essere estremamente utili, sia per la prevenzione che per il trattamento dell’Acidosi.
Anche l’acqua da bere ha il suo peso, quindi bere acque basiche e non acide.
L’assunzione giornaliera di determinati fermentti lattici + carbone vegetale + capsule di prodotti basici + alimentazione  di cibi crudi + clisteri plurisettimanali, per la pulizia intestinale, diverranno un ‘obbligo.

Ricordiamo anche che la profilassi della medicina cellulare consiste nel riordino del fabbisogno di vitamine e minerali + flora batterica ed enzimi, degli organismi viventi, attraverso degli apposti integratori di vitamine + minerali (in genere capsule, oligoelementi, in genere liquidi), ed alcuni amminoacidi, da assumere giornalmente per un periodo di tempo minimo di 45 giorni, prima dei pasti.
Molto importante e’ il riordino del pH dei liquidi extracorporei ed intracellulari, il Terreno.

Il riordino del pH lo si ottiene esclusivamente utilizzando:
1- una alimentazione che generi reazioni basiche nell’intestino: mangiare vegetariano facilita questo compito.
2 – bevendo acque basiche (pH > di 8) da 5 a 8 bicchieri al giorno.
3 – assumendo delle pastiglie gastroresistenti, che portino bicarbonati nell’intestino, dopo tutti i pasti.
4 – assumendo pastiglie e/o capsule di Carbone vegetale prima e dopo i pasti
Alcuni utilizzano dei sali: Ascorbato di Potassio + ed in certi casi anche Cloruro di Magnesio +  Bicarbonato di Sodio  +  Correzione del pH  +  Spettrofotometria

Inoltre occorre tener presente che il giusto apporto di ossigeno alle cellule e’ FONDAMENTALE per il buon funzionamento della cellula stessa, infatti l’ipossia e’ fondamentalmente la condizione in cui si trova una cellula che non ha un adeguato apporto di ossigeno.

Ricordarsi anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.
ACQUA IONIZZATA
La cura dell’acqua ionizzata (basica od acida) ormai e’ utilizzata anche in certi ospedali nel mondo con risultati eclatanti, sconosciuti ai medici allopati che non conoscono la Medicina Naturale.

Essa puo’ essere utilizzata a seconda dei casi, sia per via orale, da bere, sia per l’esterno del corpo per le malattie della  pelle(anche per ferite da trauma o da operazioni chirurgiche).

Nel sito qui riportato si possono vedere dei video che illustrano le varie applicazioni dell’acqua ionizzata.
vedi: http://glowing-health.com/alkaline-water/videos-aw.html
Vedere qualche applicazione di quest’acqua: ACIDA e/o BASICA  +  CISTE (eliminata con l’acqua basica)

Se vuoi conoscere il tuo stato di Benessere e migliorarlo con queste speciali apparecchiature modernissime,  che neppure gli ospedali hanno, prenota via mail la consulenza QUI. Esso permette anche di analizzare qualsiasi prodotto esistente e la sua compatibilita’ o meno, con il soggetto analizzato….
vedi anche: Medicina Quantistica
Quindi se volete fare un Test di Bioelettronica (test di controllo del livello di Salute_benessere)
….
 scrivete QUI: info@mednat.news

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Equilibrio acido-base – Come fa quindi il nostro corpo a compensare continuamente le variazioni di pH del flusso sanguigno ?
Il sistema utilizzato dal nostro corpo per neutralizzare gli idrogenioni si chiama “sistema Tampone”.
Attraverso riserve di minerali alcalini il nostro corpo neutralizza gli eccessi di acidi o gli eccessi di alcali, che sono veramente rari (ad esclusione della marea alcalina che si ottiene dopo un pasto se si è in uno stato fisiologico equilibrato), per poi stipare questi acidi in un tessuto di deposito il mesenchima, ovvero il tessuto connettivo che determina idratazione, scambio ed eliminazione delle tossine in condizioni di intossicazione.

Che tipi di “sistema tampone” utilizza il nostro corpo ?

Fondamentalmente esistono 3 sistemi per contrastare le variazioni di pH:
1) Il sistema chimico posseduto da tutti i tessuti e gli organi corporei che neutralizza gli eccessi di acidi attraverso la riserva alcalina corporea di sali come calcio, magnesio, potassio.

2) Il sistema tampone-polmonare riveste una funzione predominante per gli acidi volatili cioè gli acidi deboli prodotti da combustioni del metabolismo come acqua o gas. Questi acidi volatili vengono eliminati attraverso la respirazione polmonare, molto sensibile alle variazioni di pH e regolata tramite feedback con l’aumento della ventilazione polmonare.
L’aumento della respirazione e dell’affanno dato dall’attività fisica non serve solo ed esclusivamente per rifornire gli apparati muscolari di ossigeno, ma anche per eliminare i residui acidi dei nostri processi metabolici.

3) Il sistema tampone legato alle funzioni renali.
I reni regolano la concentrazione di ioni di idrogeno dei tessuti extracellulari mediante escrezione di urine acide.
Attraverso una concentrazione di ioni idrogeno nel lume dei tubuli renali e poi con un sistema di co-trasporto con sodio, preceduto da una reazione con l’anidride carbonica proveniente dai processi metabolici, si avrà una espulsione dei residui acidi più resistenti e concentrati attraverso l’urina.

Ecco giustificata l’acidità della prima urina del mattino.
Infatti durante il sonno e le ore di digiuno notturno il nostro corpo lentamente inizia a riversare nel torrente sanguigno e nei liquidi extracellulari gli acidi incamerati durante il giorno.
La concentrazione di ioni idrogeno si può misurare sia attraverso le urine, ma anche attraverso la saliva, perché anche quest’ultima può essere un ottimo indicatore di acidità corporea.

Ovviamente per un test di acidità, non si devono tenere in considerazione l’urina o la saliva della prima mattina e nemmeno quelle rilevate dopo un pasto, ma l’ideale per la misurazione del nostro stato tissutale sono quelle misurazioni a metà mattina e a metà pomeriggio.

Integrazione e alimentazione  – Tutto quanto detto fino ad ora ci fa rendere conto di quanto sia importante avere il pH ematico e fisiologico in equilibrio. Per avere il pH in equilibrio dobbiamo avere riserve di minerali alcalini sufficienti per essere utilizzate nel contrastare l’acidosi.
Vediamo quali minerali sono più utili in questo processo:

CALCIO: è il minerale più presente nell’organismo, il 99% di esso è nelle ossa e nei denti ma il restante 1% riveste funzioni indispensabili per molte azioni del metabolismo cellulare.
E’ indispensabile al sistema immunitario, alla contrazione muscolare, alla trasmissione nervosa e a tante altre funzioni.
Molte volte quando la riserva alcalina per contrastare l’acidità tissutale è scarsa, viene utilizzato il calcio di deposito nelle ossa e nei denti indebolendo l’impalcatura del nostro organismo.
Questo smantellamento avviene con un ordine ben preciso, partendo dalle ossa della colonna vertebrale e via via le creste iliache e altri distretti articolari, per di più è uno smantellamento silente e ci si accorge del danno subito al manifestarsi del problema, ad esempio l’osteoporosi.
Attraverso l’alimentazione (o eventualmente sotto parere medico un’integrazione) adeguata possiamo integrare il calcio utile per le nostre ossa e al tempo stesso utile all’equilibrio acido base.

MAGNESIO: minerale determinante per una miriade di reazioni metaboliche nel nostro corpo, è il minerale presente nella maggior parte delle reazioni del ciclo dell’acido citrico (ciclo che permette di portare alla produzione di ATP, che è la benzina del nostro corpo).
Anche esso utile nel tamponare e ossidare gli acidi del metabolismo aerobico e anaerobico.

POTASSIO: è il più importante catione cellulare, regola la pressione osmotica cellulare. Svolge un ruolo determinante nella produzione di energia e modula il riassorbimento del bicarbonato e l’espulsione di idrogenioni a livello renale.

SODIO: oltre ad essere catione principale per i liquidi extracellulari e insieme al potassio regolare la pressione osmotica cellulare, è anche fondamentale nel mantenere in equilibrio il torrente ematico, legandosi con l’anidride carbonica e mantenendo l’equilibrio acido base.

FERRO-MANGANESE: non di minore importanza rispetto agli altri, ma questi due elementi vengono integrati bene attraverso l’alimentazione grazie alla minor presenza corporea rispetto ai precedenti.
Tratto da: lapalestra.net

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Controllo dell’acidità – L’acidosi è una stato pericoloso del nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi…
Normalmente è sottovalutata, malgrado la gravità dei disturbi che può procurare. Il livello di acidità del nostro organismo va perciò tenuto sotto controllo.

Il metodo migliore è il controllo dell’acidità delle urine, che può essere effettuato facilmente da chiunque.
Occorre procurarsi in farmacia un misuratore del pH (cartina di tornasole): sono venduti sotto forma di stiks (striscioline) o di rotolini di carta speciale (più economici).

L’acidità si misura in tre momenti della giornata:
• seconda urina del mattino (quella dopo colazione)
• prima di pranzo
• prima di cena.

Come ?  Basta staccare un pezzo di strisciolina dal rotolo e bagnarne la punta mentre si orina.
La parte bagnata cambia colore: sulla scala colorata riportata sulla confezione si può rilevare il numero relativo e segnarlo sulla scheda che prepareremo.
La misurazione deve continuare per 10 – 15 giorni.

È essenziale per la salute del nostro organismo che il pH delle nostre urine non scenda sotto 7 (l’ideale sarebbe 7,3).
Normalmente se l’alimentazione è equilibrata, l’acidità rientra nella norma, ma non sempre, perché le cause dell’acidificazione sono numerose:

a) l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti per tutti (proteine animali, cereali, legumi, zucchero, tè, caffè, alcol);
b) la carenza di oligoelementi e vitamine
c) le sostanze chelanti provenienti dall’inquinamento;
d) la scarsità di ossigenazione nei soggetti sedentari;
e) un’insufficienza funzionale endocrina;
f) il sovraffaticamento fisico;
g) disturbi degli organi emuntori (per es. insufficienza renale);
h) l’uso di farmaci di tipo chimico;
i) alcuni stati psicologici (collera, preoccupazione, paura, ecc.).

Occorre agire il più possibile contro tutti questi fattori.
Se il pH rimane comunque basso (sotto il 7) occorre intervenire con un deacidificante:
Per un intervento saltuario bastano il bicarbonato o il citrato di sodio (normalmente si usa un cucchiaino raso di bicarbonato o colmo di citrosodina una o due volte al giorno, a metà mattino e prima di coricarsi, comunque almeno due ore dopo i pasti o un’ora prima).

Se il problema dovesse prolungarsi occorre usare un deacidificante con basso contenuto di sodio, come il Basenpulver o l’Erbasit.
Ma, lo ripeto, occorre evitare di pensare che basti correggere l’acidità con un deacidificante: l’acidità delle urine è sintomo di uno squilibrio quasi sempre alimentare.
Bisogna quindi innanzitutto correggere l’alimentazione con una dieta più equilibrata.

Ecco una tabella di sostanze acidificanti, neutre o deacidificanti che vi può aiutare a correggere l’alimentazione. Non occorre (anzi non si deve) eliminare tutte le sostanze acidificanti della prima colonna, ma solo equilibrarle con le altre, eliminando le più gravi (in neretto).
(Nella pagina del sito c’è una pratica tabella con gli alimenti acidi, quelli neutri e quelli alcalini)
Tratto da: kousmine.eu

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Fasi del pH tissutale – Nella prima parte della giornata, cioé la mattina e il primo pomeriggio, l’organismo è in fase catabolica e simpaticotonica, dovendo produrre energia, e gli scarti metabolici sono sempre acidi.
Ci troviamo quindi in una fase di acidosi: il tessuto mesenchimale in questo caso, funziona da deposito di scorie, e il pH si abbassa.
Quando nel pomeriggio, ma soprattutto la sera, l’organismo passa a una fase parasimpatica e anabolica, i tessuti rilasciano i cataboliti e gli acidi accumulati, passando in alcalosi, e il loro pH si innalza.

Fasi del pH urinario – Anche in questo caso il pH oscilla da valori alcalini ad altri acidi e viceversa, ma più sensibili al tipo di alimentazione seguita:
– al mattino le urine sono acide, in quanto eliminano gli acidi accumulati dall’organismo nella giornata precedente.
– Nel corso della mattinata il pH sale abbastanza nettamente,
– per calare nuovamente attorno all’ ora di pranzo
– e risalire ancora a metà pomeriggio, rimanendo comunque sempre attorno a un pH neutro. Questa fase dura fino
– a tarda serata con il ritorno della fase acida, a dimostrazione della tendenza all’eliminazione degli acidi prodotti e immagazzinati nel corso della giornata.

Tanto più l’alimentazione sarà squilibrata, tanto più i valori tenderanno verso 1’acidosi.
Il pH urinario risulta quindi uno degli indicatori più affidabili per verificare la presenza o meno di un’iperacidosi tissutale, elemento che non ha riscontro nella normale pratica clinica medica, ma che per i naturopati riveste un particolare valore.

Le cause dell’iperacidosi  – La causa più comune – in assenza di malattie – è l’ acidosi derivante dall’ alimentazione.
Bisogna innanzitutto distinguere tra cibi acidi e acidificanti:
molti cibi (e bevande) che risultano acide alla lettura con il pHmetro, nell’organismo portano invece alla formazione di sali alcalini.
Questo si verifica quando nei cibi sono presenti degli acidi deboli, come quelli della frutta (citrico, malico, tartarico…), che nella digestione vengono ossidati, formando acido carbonico, un altro acido debole che si dissocia facilmente, formando dei carbonati (per esempio carbonato di sodio, di potassio, di calcio).
Per dare un esempio, un succo d’arancia commerciale può avere un pH 4,5, mentre una spremuta fresca può arrivare anche a pH 3,57.
Nonostante tali valori, sono considerati alcalinizzanti.
Chiarito questo aspetto, va però detto che alcuni soggetti metabolizzano male questi acidi deboli, in particolar modo al mattino e nella stagione fredda.
Per combattere l’iperacidosi si devono consumare quindi soprattutto alimenti alcalinizzanti.

Disturbi e patologie correlate all’iperacidosi – Premesso che stiamo parlando di un’iperacidosi tissutale e urinaria, mai sanguigna, tale situazione può coinvolgere più o meno direttamente praticamente tutti gli apparati del corpo umano.

I sintomi più importanti sono elencati in tabella:
– manifestazioni gastroenteriche, pirosi, iperacidità, dispepsia, gastrite, litiasi, sonnolenza postprandiale
– manifestazioni cutanee  seborrea, iperidrosi, eczemi, micosi frequenti, mucose arrossate, unghie e capelli fragili.
– manifestazioni nervose, irritabilità, palpitazioni, ansia, cefalee e emicranie, aggressività, risvegli notturni frequenti, ipercinesia.
– manifestazioni osteoarticolari, artrosi, osteoporosi, mialgie, crampi.
– manifestazioni endocrine ipertiroidismo, diabete, irregolarità mestruali, sterilità, candidosi, ipercolesterolemia, gotta, iperuricemia.
– deficit immunitari, carie, alitosi, parodontosi, varici, stipsi, freddolosità, facili infiammazioni oculari, genitali e ORL.

Il quadro è quindi quanto mai ampio. Ecco perché una dieta alcalinizzante, riportando verso la norma il pH permette di risolvere molti problemi, apparentemente non legati tra loro.
L’iperacidosi potrebbe ad esempio spiegare perché alcune terapie, anche se ben condotte, non portino ai risultati sperati, o perché molte persone, pur mangiando normalmente, non riescano a perdere peso.
Tratto da: farmaciapicconi.it

Se vuoi conoscere il tuo stato di Benessere e migliorarlo con queste speciali apparecchiature modernissime,  che neppure gli ospedali hanno, prenota via mail la consulenza QUI. Esso permette anche di analizzare qualsiasi prodotto esistente e la sua compatibilita’ o meno, con il soggetto analizzato….
vedi anche: Medicina Quantistica
Quindi se volete fare un Test di Bioelettronica (test di controllo del livello di Salute_benessere)
….
 scrivete QUI: info@mednat.news

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

E per sintetizzare:
Le con-cause fisiologiche di tutti i sintomi, chiamate impropriamente malattie dalla medicina ufficiale  partono da due fattori principali psiche e soma, quindi un organismo in acidosi (e l’unico organo che può portare in acidosi un’organismo e’ l’apparato gastro-intestinale), questo stato di acidosi e’ causato sempre, e più spesso da fattori esterni come i Vaccini, l’inquinamento ambientale ed alimentare interferendo nello scambio intracellulare o extracellulare presente nel Terreno.
In questo caso si dice che la cellula e “impazzita” cioè i recettori posti sulla membrana cellulare innescano una serie di reazioni chimiche che rispondo poi con sintomi patologici più o meno seri.
IMPORTANTE
L’unica alimentazione che puo’ riordinare tale stato, e’ il Crudismo !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Bibliografia su Acidosi + Tesi- PDF su Acidosi + Acidosi PDF
1 – Acidosi nel cancro, meccanismo di autogenerazione del tumore, GPaolo Vanoli
2 – Dale Alexander, Arthritis and common sense (Artrite e buon senso).
Witkower Press Incorporated – Hartford, Connecticut, USA, 1956.
3 – P. Antognetti, Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini.
Macro/Edizioni, Diegaro di Cesena (FO). Ordinabile al 0547-346.290.
4 – Viktoras Kulvinskas, Survival into the 21th century (Sopravvivere nel 21° secolo), pp. 218-219.
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
5 – Le Formulazioni Cosmochemia, p. 7. Pubblicazione riservata, ediz.Guna, Milano.
6 – Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century, citato.
7 – Hogle di C. di Mary, Food that alkalinize and heal (Cibi che alcalinizzano e guariscono), p. 8.
Healt Research, P.O. Box 850, Pomeroy, WA 99347, U.S.A.
8 – Dr. A. George Wilson, A New Slant to Diet (Un approccio nuovo alla dieta).
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St., Denver, Colorado, U.S.A., 1960.
9 – Articolo proposto da Optimal Living Associates. http://www.healtmap.com/catalog/acid.html
10 – Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century (Sopravvivere nel 21° secolo),
p. 101 – Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
11 – Gale Encyclopedia of Medicine, Published December 2002.
Gale Group The Essay Author is Janis O. Flores.
12 – Jacobs, David S., et al. Laboratory Test Handbook, 4th ed.
New York: Lexi-Comp Inc., 1996.
13 – Pagana, Kathleen Deska. Mosby’s Manual of Diagnostic and Laboratory Tests.
St. Louis: Mosby, Inc., 1998.
14 – Cahill, Mathew. Handbook of Diagnostic Tests.
Springhouse, PA: Springhouse Corporation, 1995.
15 – www.labtestsonline.org/understanding/analytes/uric_acid/test.html
16 – www.docgolob.com/abco/aw/nutrition/alkaacid.htm

Ulteriore Bibliografia

1. Anderson K.L., Nagaraja T.G., Morrill J.L. Ruminal metabolic development in calves weaned conventionally or early. J Dairy Sci 1987;70(5):1000-1005.

2. Bari de L., Atlante A., Guaragnella N., Principato G., Passarella S. Dlactate transport and metabolism in rat liver mitochondria. Biochem J 2002;365(2):391-403.

3. Barker S.B. e Summerson W.H. The colorimetric determination of lactic acid in biological material. J Biol Chem 1941;138(2):535-554.

4. Baur T. Untersuchungen über den Einfluss der intraruminalen Verabreichung von Milch beim jungen Kalb. Vet Med Diss , München; 1993.

5. Booth A.J. e Naylor J.M. Correction of metabolic acidosis in diarrheal calves by oral administration of electrolyte solutions with or without bicarbonate. J Am Vet Med Assoc 1987;191(1):62-68.

6. Brandt R.B. e Siegel S.A. Methylglyoxal production in human blood. 67th Submolecular biology and cancer CIBA foundation symposium, Excepta Medica, Amsterdam, NL: pp.211-223.

7. Brandt R.B., Siegel S.A., Waters M.G., Bloch M.H. Spectrophotometric assay for d-(-)-lactate in plasma. Anal Biochem 1980;102(1):39-46.

8. Braun U., Rihs T., Schefer U. Ruminal acidosis in sheep and goats. Vet Rec 1992;130(16):343-349.

9. Caldarini M.I., Pons S., D’agostino D., DePaula J.A., Greco G., Negri G., Ascione A., Bustos D. Abnormal fecal flora in a patient with short bowel sindrome. An in vitro study on effect of pH on D-lactic production. Dig Dis Sci 1996;41(8):1649-1652. 71

10. Cebra C.K., Cebra M.L., Garry F.B., Belknap E.B. Forestomach acidosis in six new world camelids. J Am Vet Med Assoc 1996;208(6):901-904.

11. Christopher M.M., Eckfeldt J.H., Eaton J.W. Propylene glycol ingestion causes D-lactic acidosis. Lab Invest 1990;62(1):114-118.

12. Cleek J.L. e Phillips R.W. Evaluation of a commercial preparation for oral therapy of diarrhea in neonatal calves: administration by suckling versus intubation. J Am Vet Med Assoc 1981;178(9):977-981.

13. Connor H., Woods H.F., Ledingham J.G.G. Comparison of the kinetics and utilisation of D(-)- and L(+)-sodium lactate in normal man. Ann Nutr Metabol 1983;27(6):481-486.

14. Constable P.D., Walker P.G., Morin D.E., Foreman J.H. Clinical and laboratory assessment of hydration status of neonatal calves with diarrhea. J Am Vet Med Assoc 1998;212(7):991-996.

15. Cori C.F. e Cori G.T. Glycogen formation in the liver from d- and llactic acid. J Biol Chem 1929;81(2):389-403.

16. Coronado B.E., Opal S.M., Yoburn D.C. Antibiotic-induced D-lactic acidosis. Ann Intern Med 1995;122(11):839-842.

17. Craig F.N. Renal tubular reabsorption, metabolic utilization and isomeric fractionation of lactic acid in the dog. Am J Physiol 1946;146(1):146-159.

18. Cross S.A. e Callaway C.W. D-lactic acidosis and selected cerebellar ataxias. Mayo Clin Proc 1984;59(3):202-205.

19. Dahlquist N.R., Perrault J., Callaway C.W., Jones J.D. D-lactic acidosis and encephalopathy after jejunoileostomy: response to overfeeding and to fasting in humans. Mayo Clin Proc 1984;59(3):141-145.

20. De Vrese M. e Barth C.A. Postprandial plasma D-lactate concentrations after yogurt ingestion. Z Ernährwiss 1991;30(2) :131-137.

21. De Vrese M., Koppenhoefer B., Barth C.A. D-lactic acid metabolism after an oral load of dl-lactate. Clin Nutr 1990;9(1):23-28. 72

22. Ding Z. e Xu Y. Lactic acid is absorbed from the small intestine of sheep. J Exp Zool A 2003;295 (1):29-36.

23. Ding Z., Rowe J.B., Godwin I.R., Xu Y., Ball F.M., Atkinson S. No lactic acid adsorbed from the caecum and rumen of sheep. Aust J Agric Res 1998;49(2):293-301.

24. Dirken G. Der Pansenazidose-Komplex – neuere Erkenntnisse und Erfahrungen. Tierärztl Prax 1985;13(4):501-512.

25. Dirken G. e Baur T. Pansenazidose beim Milchkalb infolge Zwangsfütterung. Tierärztl Umschau 1991;46(5):257-261.
26. Dirksen G. e Garry F.B. Disease of forestomach in calves – Part I. Comp Food Anim 1987;9(4):F140-F146.

27. Dirksen G. Krankheiten von Haube und Pansen beim Milchkalb und Jungrind. In: Dirksen G., Gründer H.D., Stöber M. eds. Innere Medizin und Chirurgie des Rindes. Berlin: Parey Buchverlag;2002:455-469.

28. Dirr L. e Dirksen G. Dysfunktion der Schlundrinne („Pansentrinker“) als Komplikation der neugeborenendiarrhö beim Kalb. Tierärztl Prax 1989;17(4):353-358.

29. Dobson A. e Philipson T. The influence of the contents of the rumen and of adrenaline upon its blood supply. J Physiol 1956;133(1):76-77.

30. Doll K. „Trinkschwäche“/Anorexie beim neugeborenen Kalb: Ursachen, Folge und Behandlung. Collegium Vet 1990;21:16-18.

31. Dunlop R.H. e Hammond P.D. D-lactic acidosis of ruminants. Ann N Y Acad Sci 1965; 119(3):1109-1132.

32. Duran M., van Biervliet J.P., Kamerling J.P., Wadman S.K. D-lactic aciduria, an inborn error of metabolism? Clin Chim Acta 1977;74(3):297-300.

33. Editoriale. The colon, the rumen, and D-lactic acidosis. The lancet 1990;336(8715):599-600.

34. Eizaguirre I., N. Garcia Urkia, Asensio A.B., Zubillaga I., Zubillaga P., Vidales C., Garcia-Arenzana J.M., Aldazabal P. Probiotic 73 supplementation reduces the risk of bacterial translocation in experimental short bowel syndrome. J Pediatr Surg 2002;37(5):699-702.

35. Enerson B.E. e Drewers L.R. Molecular features, regulation and function of monocarboxylate transporters: implications for drug delivery. J Pharm Sci 2003:92(8):1531-1544.

36. Ewaschuk J.B. e Dieleman L.A. Probiotics and prebiotics in chronic inflammatory bowel diseases. World J Gastroenterol 2006;12(37):5941- 5950.

37. Ewaschuk J.B., Naylor J.M., Barabash W.A., Zello G.A. Highperformance liquid chromatographic assay of lactic, pyruvic and acetic acids and lactic acid stereoisomers in calf feces, rumen fluid and urine. J Chromatogr B 2004a;805(2):347-351.

38. Ewaschuk J.B., Naylor J.M., Chirino-Trejo M., Zello G.A. Lactobacillus rhamnosus strain GG in a potential probiotic for calves. Can J Vet Res 2004c;68(4):249-253.

39. Ewaschuk J.B., Naylor J.M., Palmer R., Whiting S.J., Zello G.A. Dlactate production and excretion in diarrheic calves. J Vet Intern Med 2004b;18(5):744-747.

40. Ewaschuk J.B., Naylor J.M., Zello G.A. Anion gap correlates with serum D- and DL-lactate concentration in diarrheic neonatal calves. J Vet Intern Med 2003;17(6):940-942.

41. Ewaschuk J.B., Naylor J.M., Zello G.A. D-lactate in human and ruminant metabolism. J Nutr 2005;135(7):1619-1625.

42. Ewaschuk J.B., Zello G.A., Naylor J.M. Lactobacillus GG does not affect D-lactic acidosis in diarrheic calves, in a clinical setting. J Vet Intern Med 2006;20(3):614-619.

43. Ewaschuk J.B., Zello G.A., Naylor J.M., Brocks D.R. Metabolic acidosis: separation methods and biological relevance of organic acids and lactic acid enantiomers. J Chromatogr B 2002;781(1-2):39-56. 74

44. Flick M.J. e Konieczny S.F. Identification of putative mammalian Dlactate dehydrogenase enzymes. Biochem Biophys Res Commun 2002;295(4):910-916.

45. Friedemann T.E., Cotonio M., Shaffer P.A. The determination of lactic acid. J Biol Chem 1927;73(1):335-358.

46. Gavazzi C., Stacchiotti S.m Cavalletti R., Lodi R. Confusion after antibiotics. The Lancet 2001;357(9266):1410.

47. Geishauser T. e Thünker B. Metabolische Azidose bei neugeborenen Kälbern mit Durchfall-Abschätzung an Saugreflex oder Stehvermögen. Prakt Tierarzt 1997;78 (7):600-605.

48. Gentile A. e Rademacher G. Vergleichende Betrachtung der Veränderung des Säure-Basenhaushaltes bei der Pansenazidose des

Rindes und beim sogenannten Kurzdarmsyndrom des Menschen. Proc 10thMagyar Buiatrikus Kongresszuz Közèp-Európai Buiatrikus Találkozó, Siófok, Ungary, 21-23 May 1998:47-51.

49. Gentile A. Ruminal acidosis in milk-fed calves. Large Anim Vet Rounds 2004;4(9):1-6.

50. Gentile A., Rademacher G., Klee W. Acidosi ruminale fermentativa nel vitello lattante. Ob Doc Vet 1997;18(12):63-75.

51. Gentile A., Sconza S., Lorenz I., Otranto G., Rademacher G., Famigli- Bergamini P., Klee W. D-lactic acidosis as a consequence of experimentally induced ruminal acidosis. J Vet Med A 2004;51(2):64-70.

52. Giesecke D. e Stangassinger M. Lactic acid metabolism. In: Ruckebusch Y., Thivend P. eds. Digestive physiology and metabolism of ruminants. Lancaster: MTP-Press;1980:523-539.

53. Giesecke D. e v. Wallenberg P. Metabolism of D(-)-lactic acid in rats given high intragastral doses. Comp Biochem Physiol B 1985;82(2):255- 258.

54. Giesecke D. Probleme der Metabolisierung von D(-)Milchsäure. Ärztezeitschr f Naturheilverf 1988;29(1):67-80. 75

55. Giesecke D., Fabritius A., v. Wallenberg P. A quantitative study on the metabolism of D(-)-lactic acid in the rat and the rabbit. Comp Biochem Physiol B 1981;69(1):85-89.

56. Giesecke D., Stangassinger M., Henle K. D(-)Milchsäure – ein Stoffwechselproblem. Z Ernährungwiss 1985;24(3):172-186.

57. Giesecke D., v. Wallenberg P., Fabritius A. D(-)lactic acid – a physiological isomer in the rat. Experimentia 1980;36(5):571.

58. Grove-White D.H. Pathophysiology and treatment of metabolic acidosis in the diarrhoeic calf. Proc 19th WBC, Edinburgh, UK, 8-12 July,1996:102-107.

59. Grude T. Laktat im Blut, Harn und Pansensaft von Kälbern, insbesondere bei „Pansentrinkern“. Vet Med Diss, München; 1999.

60. Grude T., Lorenz I., Rademacher G., Gentile A., Klee W. Levels of Dand L-lactate in rumen fluid, blood and urine in calves with and without evidence of ruminal drinking. Proc 32th Ann. Conv. AABP, Nashville, Tennessee, USA, 23-26 september,1999:213-214.

61. Gurevitch J., Sela B., Jonas A., Golan H., Yahav Y., Passwell J.H. Dlactic acidosis: a treatable encephalopathy in pediatric patients. Acta Pædiatr 1993;82(1):119-121.

62. Halperin M.L. e Kamel K.S. D-lactic acidosis: turning sugar into acids in the gastrointestinal tract. Kidney Int 1996;49:1-8.

63. Harmon D.L., Britton R.A., Prior R.L. In vitro rates of oxidation and gluconeogenesis from L(+)- and D(-)lactate in bovine tissues. Comp. Biochem. Physiol. B 1984;77(2):365-368.

64. Haschke-Becher E., Baumgartner M., Bachmann C. Assay of D-lactate in urine of infants and children with reference values taking into account data below detection limit. Clin Chim Acta 2000;298(1-2):99-109.

65. Hasegawa H., Fukushima T., Lee J., Tsukamoto K., Moriya K., Ono Y., Imai K. Determination of serum D-lactic and L-lactic acids in normal subjects and diabetic patients by column-switching HPLC with pre76 column fluorescence derivatization. Anal Bioanal Chem 2003;377(5):886-891.

66. Hove H. e Mortensen P.B. Colonic lactate metabolism and D-lactic acidosis. Dig Dis Sci 1995;40(2):320-330.

67. Hudson M., Pocknee R., Mowat N.A.G. D-lactic acidosis in short bowel syndrome – an examination of possible mechanisms. Q J Med 1990;74(274):157-163.

68. Jeppersen P.B. e Mortensen P.B. Colonic digestion and absorption of energy from carbohydrates and medium-chain fat in small bowel failure. JPEN J Parenter Enteral Nutr 1999;23(Suppl 5):S101-S105.

69. Judge M.A. e van Eys J. Excretion of D-lactic acid by humans. J Nutr 1962;76:310-313.

70. Kalapos M.P. Methylglyoxal in living organism. Chemistry, biochemistry, toxicology and biological implications. Toxicol Lett 1999;110(3):145-175.

71. Karton M., Rettmer R.L., Lippkin E.W. Effect of parenteral nutrition and enteral feeding on D-lactic acidosis in a patient with short bowel. JPEN J Parenter Enteral Nutr 1987;11(6):586-589.

72. Kasari T.R. e Naylor J.M. Clinical evaluation of sodium bicarbonate, sodium L-lactate, and sodium acetate for the treatment of acidosis in diarrheic calves. J Am Vet Med Assoc 1985;187(4):392-397.

73. Kasari T.R. e Naylor J.M. Further studies on the clinical features and clinicopathological findings of a syndrome of metabolic acidosis with minimal dehydration in neonatal calves. Can J Vet Res 1986;50(4):502- 508.

74. Kasari T.R. e Naylor J.M. Metabolic acidosis without clinical signs of dehydration in young calves. Can Vet J 1984;25(10):394-399.

75. Kasari T.R. Metabolic acidosis in calves. Vet Clin North Am: Food Anim Pract 1999;15(3):473-486. 77

76. Kasari T.R. Metabolic acidosis in diarrheic calves: the importance of alkalinizing agents in therapy. Vet Clin North Am: Food Anim Pract 1990;6(1):29-43.

77. LaManna J.C., Harrington J.F., Vendel L.M., Abi-Saleh K., Lust W.D., Harik S.I. Regional blood-brain lactate influx. Brain Res 1993;614(1- 2):164-170.

78. Lorenz I. e Vogt S. Investigations on the association of D-lactate blood concentrations with the outcome of therapy of acidosis, and with posture and demeanour in young calves with diarrhoea. J Vet Med A 2006;53(9):490-494.

79. Lorenz I. Influence of D-lactate on metabolic acidosis and on prognosis in neonatal calves with diarrhoea. J Vet Med A 2004a;51(9-10):425-428.

80. Lorenz I., Hartmann I., Gentile A. Determination of D-lactate in calf serum samples – an automated enzymatic assay. Comp Clin Path 2003;12(3):169-171.

81. Lorenz. I. Investigations on the influence of serum D-lactate levels on clinical signs in calves with metabolic acidosis. Vet J 2004b;168(3):323- 327.

82. McLellan A.C., Phillips S.A., Thornalley P.J. Fluorometric assay of Dlactate. Anal Biochem 1992;206(2):39-46.

83. Medzihradsky F. e Lamprecht W. Stoffwechseluntersuchungen mit Essig-, Milch- und Zitronensäure. Lebensm Unters Forsch 1966;130:171-180.

84. Møller P.D., Diernæs L., Sehested J., Hyldgaard-Jensen J., Skadhauge E. Absorption and fate of L- and D-lactic acid in ruminants. Comp Biochem Physiol A 1997;118(2):387-388.

85. Müller F., Huber K., Pfannkuche H., Aschenbach J.R., Breves G., Gäbel G. Transport of ketone bodies and lactate in the sheep ruminal epithelium by monocarboxylate transporter 1. Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol 2002;283(5):G1139-G1146. 78

86. Naylor J.M. A retrospective study of the relationship between clinical signs and severity of acidosis in diarrheic calves. Can Vet J 1989;30(7):577-580.

87. Naylor J.M., Zello G.A., Abeysekasa S. Advances in oral and intravenous fluid therapy of calves with gastrointestinal disease. Proc. 24th WBC, Nice, F, 15-19 October, 2006:139-150.

88. Nikolov Y. Clinical experimental studies on acute ruminal acidosis in buffaloes (Bubalus bubalis L.). V. Influence on several blood and rumen biochemical parameters. Vet Arhiv 1998;68(6):205-212.

89. Oh M.S., Phelps K.R., Traube M., Barbosa-Saldivar J.L., Boxhill C., Carroll H.J. D-lactic acidosis in a man with the short-bowel syndrome. N Engl J Med 1979;301(5):249-252.

90. Oh M.S., Uribarri J., Alveranga D., Lazar I., Bazilinski N., Carroll H.J. Metabolic utilization and renal handling of D-lactate in men. Metabolism 1985;34(7):621-625.

91. Ohmori S. e Iwamoto T. Sensitive determination of D-lactic acid in biological samples by high-performance liquid chromatography. J Chromatogr 1988;431(2):239-247.

92. Oldendorf W.H. Blood brain barrier permeability to lactate. Eur Neurol 1971;6(1):49-55.

93. Omole O.O., Brocks D.R., Nappert G., Naylor J.M., Zello G.A. Highperformance liquid chromatographic assay of (±)-lactic acid and its enantiomers in calf serum. J Chromatogr B 1999;727(1-2):23-29.

94. Omole O.O., Nappert G., Naylor J.M., Zello G.A. Both L- and Dlactate contribute to metabolic acidosis in diarrheic calves. J Nutr 2001;131(8):2128-2131.

95. Owens F.N., Secrist D.S., Hill W.J., Gill D.R. Acidosis in cattle: a review. J Anim Sci 1998;76(1):275-286.

96. Packer R.A., Cohn L.A., Wohlstadter D.R., Shelton G.D., Naylor J.M., Zello G.A., Ewaschuk J.B., Williams D.A., Ruaux C.G., O’Brien D.P. 79 D-lactic acidosis secondary to exocrine pancreatic insufficiency in a cat. J Vet Intern Med 2005;19(1):106-110.

97. Petersen C. D-lactic acidosis. Nutr Clin Pract 2005;20(6):634-645.

98. Phillips S.A. e Thornalley P.J. Formation of methylglyoxal and Dlactate in human red blood cells in vitro. Biochem Soc Trans 1993;21(2):163S.

99. Phillips S.A., Mirrlees D., Thornalley P.J. Modification of the glyoxalase system in streptozotocin-induced diabetic rats. Effects of the aldose reductase inhibitor Statil. Biochem Pharmacol 1993;46(5):805- 811.

100. Poole R.C. e Halestrap A.P. Transport of lactate and other monocarboxylates across mammalian plasma membranes. Am J Physiol 1993;264(4pt1):C761-C782.

101. Preston A. e Noller C. Metabolism of D-lactate by tissues of the ruminant digestive tract. J Anim Sci 1973;37(6):1403-1407.

102. Radostits O.M., Gay C.C., Hinchcliff K.W., Constable P.D. Veterinary Medicine – A textbook of the diseases of cattle, horses, sheep, pigs and goats. 10th Ed. Philadelphia, PA: Saunders Elsevier; 2007:260-268.

103. Saavedra L. e Barbas C. Optimization of the separation lactic acid enantiomers in body fluids by capillary electrophoresis. J Chromatogr B 2002;766(2):235-242.

104. Sack D.A., Rhoads M., Molla A., Molla A.M., Wahed M.A. Carbohydrate malabsorption in infants with rotavirus diarrhea. Am J Clin Nutr 1982;36(6):1112-1118.

105. Schelcher F., Marcillaud S., Braun J.P., Contrepois M., Valarcher J.F., Navetat H. Metabolic acidosis without dehydration and no or minimal diarrhoea in suckler calves is caused by hyper D-lactatemia. Proc. 20th WBC, Sidney, AUS, 6-10 July, 1998:371-374. 80

106. Schwartz W.B., Ørning K.J., Porter R. The internal distribution of hydrogen ions with varying degrees of metabolic acidosis. J Clin Invest 1957;36(3):373-382.

107. Stämpfli H. D-lactate metabolism and the clinical signs of Dlactataemia in calves. Vet Rec 2005;156(25):816.

108. Stangassinger M. e Giesecke D. Untersuchungen zur Genese und Biochemie der Pansenazidose. 6. Renale Ausscheidung von Milchsäure- Isomeren. Zbl Vet Med A 1978;25(8):597-607.

109. Szenci O. Correlations between muscle tone and acid-base balance in newborn calves: experimental substantiation of a simple new score system proposed for neonatal status diagnosis. Acta Vet Acad Scien Hung 1982;30(1-3):79-84.

110. Tamai I., Takanaga H., Maeda H., Sai Y., Ogihara T., Higashida H., Tsuji A. Partecipation of a proton-cotrasporter, MCT1, in the intestinal transport of monocarboxylic acids. Biochem Biophys Res Commun 1995;214(2):482-489.

111. Tennant B., Harrold D., Reina-Guerra M. Physiologic and metabolic factors in the pathogenesis of neonatal enteric infections in calves. J Am Vet Med Assoc 1972;161(9):993-1007.

112. Thornalley P.J. Modification of the glyoxalase system in human red blood cells by glucose in vitro. Biochem J 1988;254(3):751-755.

113. Thornalley P.J. The glyoxalase system:new developments towards functional characterization of a metabolic pathway fundamental to biological life. Biochem J 1990;269(1):1-11.

114. Thornalley P.J., Langborg A., Minhas H.S. Formation of glyoxal, methilglyoxal and 3-deoxyglucosone in the glycation of proteins by glucose. Biochem J 1999;344(1):109-116.

115. Thurn J.R., Pierpont G.L., Ludvigsen C.W., Eckfeldt J.H. D-lactate encephalopathy. Am J Med 1985;79(6):717-721. 81

116. Tubbs P.K. e Greville G.D. The oxydation of D–hydroxy acids in animal tissues. Biochem J 1961;81(10):104-114.

117. Uribarri J., Oh M.S., Carroll H.J. D-lactic acidosis. A review of clinical presentation, biochemical features, and pathophysiologic mechanisms. Medicine 1998;77(2):73-82.

118. van Bruinessen-Kapsenberg E.G., Wensing T., Breukink H.J. Indigestionen der Mastkälber infolge fehlenden Schlundrinnenreflexen. Tierärztl Umschau 1982;37(7):515-517.

119. van Weeren-Keverling-Buisman A. Ruminal drinking in veal calves. Proefschrift, Utrecht; 1989.

120. Vanderhoof J.A. e Langnas A.N. Short-bowel syndrome in children and adults. Gastroenterology 1997;113(5):1767-1778.

121. Vella A. e Farrugia G. D-lactic acidosis: pathologic consequence of saprophytism. Mayo Clin Proc 1998:73(5):451-456.

122. Weldon A.D., Moise N.S., Rebhun W.C. Hyperkalemic atrial standstill in neonatal calf diarrhea. J Vet Intern Med 1992;6(5):294-297.

123. Wendel H., Sobotka R., Rademacher G. Untersuchungen zur klinischen Abschätzung des Azidosegrades bei Kälbern mit Neugeborenendurchfall. Tierärztl Umschau 2001;56(7):351-356.

124. Williams V.J. e Mackenzie D.D. The absorption of lactic acid from the reticulo-rumen of the sheep. Aust J Biol Sci 1965;18(4):917-934.

125. Wise G.H., Anderson G.W., Linnerud A.C. Relationship of milk intake by sucking and by drinking to reticular groove reactions and ingestion behaviour in calves. J Anim Sci 1984;67(9):1983-1992.

126. Wright M.R. e Jamali F. Methods for the analysis of enantiomers of racemic drugs application to pharmacological and pharmacokinetic studies. J Pharmacol Toxicol Methods 1993;29(1):1-9.

127. Zello G.A., Abeysekara A.W.A.S., Wassef A.W.A., Naylor J.M. Evidence for D-lactic acid as a neurotoxic agent in acidotic diseases. S African J Clin Nutr 2005;49(Suppl 1):291.82

128. Zello G.A., Omole O.O., Brocks D.R., Nappert G., Naylor J.M. Metabolic acidosis in neonatal diarrheic calves. Can Fed Biol Sci 1999;42:110.

129. Zhang D.L., Jiang Z.W., Jiang J., Cao B., Li J.S. D-lactic acidosis secondary to short bowel syndrome. Postgrad Med J 2003;79(928):110-112.

130. Žust J., Pestevšek U., Vengušt A. Einfluss der Milchsäuregärung im Dickdarm auf die akute Laktatazidose beim Rind. Dtsch Tierärztl Wochenschr 2000;107(9):359-3

Fonte ; https://mednat.news/cure_natur/acidosi.htm